I Carabinieri dell'Aliquota Operativa della Compagnia di Pontecorvo, al termine di specifiche e mirate indagini, hanno denunciato in stato di libertà un 45enne, pregiudicato per reati contro la fede pubblica, la consorte 41enne, incensurata, e un 45enne, pregiudicato per reati in materia di stupefacenti, tutti residenti in Pontecorvo, poiché resisi responsabili del reato di truffa in concorso. I tre, in qualità di sub-agenti operanti di una compagnia assicurativa, emettevano decine di false polizze assicurative nei confronti di altrettanti ignari cittadini, intascandone il corrispettivo del pagamento e lasciandoli privi di copertura.

Il modus operandi attuato dal terzetto era molto semplice. La donna, già dipendente di una sub-agenzia, alla scadenza della polizza assicurativa dei vecchi clienti, nel caso essi volessero rinnovare il contratto con la stessa agenzia di assicurazione, provvedeva, unitamente agli altri due uomini, a stampare un certificato assicurativo quasi identico a quello originale, cosicché da allontanare qualsiasi sospetto che potesse trattarsi di un atto falso. Alla consegna dei certificati, il sub-agente si faceva consegnare l'importo in contanti che intascava personalmente.

L'indagine veniva avviata a seguito di un normale posto di controllo alla circolazione stradale nel corso del quale i militari della Compagnia di Pontecorvo, nel procedere alla verifica del certificato assicurativo di un utente, si rendevano conto che lo stesso, pur essendo stato riprodotto in maniera quasi identica, mostrava delle inesattezze sui dati indicati, il che insospettiva gli operanti i quali, tramite la Banca Dati online delle assicurazioni, accertavano che l'autovettura non era affatto coperta da assicurazione, anzi la stessa risultava scaduta da molti mesi.

Alle osservazioni avanzate dai carabinieri il conducente replicava asserendo di aver personalmente proceduto al pagamento dell'assicurazione, in contanti, direttamente al sub-agente dell'Agenzia indicata sul contratto e che esso gli era stato consegnato a mano dall'agente. Alla gravità del danno economico cagionato nei confronti dell'Agenzia, che al momento risulta ancora in fase di quantificazione (in considerazione della enorme mole di polizze false accertate), è da considerare il pericolo corso da decine di utenti della strada, i quali loro malgrado erano convinti erroneamente di essere coperti da assicurazione, cosa non vera nonostante il pagamento effettuato.

Le perquisizioni domiciliari disposte dall'Autorità Giudiziaria competente consentivano il rinvenimento ed il sequestro di copie a colori di contratti assicurativi e documenti di identità personali, una multifunzione scanner, stampanti a colori e due personal computer, verosimilmente utilizzati dagli indagati per la produzione dei certificati assicurativi