È durata più di tre ore l'autopsia svolta ieri mattina a Tor Vergata sulla salma di Sara Francesca Basso, la ragazza di 13 anni morta attorno alle 4:50 di giovedì 12 luglio dopo l'incidente di mercoledì pomeriggio nella piscina del Virgilio Grand Hotel di Sperlonga. La perizia sarà depositata fra 90 giorni e resta da capire se l'adolescente sia stata colta da un malore o sia annegata. Gli indizi emersi ieri ancora non hanno chiarito questo punto. Motivo per cui saranno effettuati ulteriori esami, compresi quelli istologici. È stato infatti evidenziato un "particolare" rossore dell'intestino, compatibile con un malore, ma sono emersi pure dei segni di annegamento per presenza di acqua dei polmoni.
Un elemento certo, invece, è che la bambina è stata "risucchiata" dal bocchettone di aspirazione della piscina. Non lasciano dubbi i segni ritrovati sul corpo della ragazza. I medici legali - l'autopsia è stata svolta dalla dottoressa Stefania Urso alla presenza dei dottori Daniela Lucidi e Augusto Canali, consulente dei proprietari dell'hotel la prima e il secondo dei familiari della giovane - hanno infatti rilevato la presenza di un vistoso ematoma sulla coscia, ampio circa trenta centimetri. Lo stesso, in base alla conformazione, si deve essere formato quando la bambina era ancora in vita. Resta da capire quindi come sia stato possibile che il bocchettone, che alimenta il vicino idromassaggio, abbia "risucchiato" il corpo della ragazza. Un elemento sul quale concordano anche le testimonianze delle persone accorse sul posto per tentare di tirare fuori dall'acqua la tredicenne. Tutti hanno riferito agli investigatori di aver avuto difficoltà nel riportare in superficie Sara, che è stata poi rianimata e trasportata d'urgenza al "Gemelli" di Roma, dov'è arrivata in condizioni critiche e dove si è spenta poche ore dopo.
I carabinieri della Stazione di Sperlonga e i colleghi della Compagnia di Terracina, oltre alla piscina e al locale tecnico, hanno sequestrato anche la griglia del bocchettone di aspirazione. È da capire se la stessa griglia rispettasse o meno i requisiti imposti dalla normativa vigente in materia anche per quanto concerne gli aspetti relativi alla sicurezza. Per far luce su questi aspetti e anche sulla dinamica, molto probabilmente sarà chiesta una consulenza tecnica a un ingegnere nell'ambito del procedimento penale avviato dalla Procura (quattro le persone indagate per omicidio colposo). Intanto si attende il deposito della perizia medico-legale con gli ulteriori esami che saranno effettuati sui campioni prelevati ieri. La salma, dopo l'autopsia, è stata riconsegnata ai familiari per le esequie che si sono svolte ieri pomeriggio, in forma riservata, nella chiesa di Santa Maria Goretti di Frosinone. Una bara bianca accompagnata all'uscita dal volo di palloncini. Tanta commozione.