La visita del Padre Provinciale Basso Lazio e Campania, avvenuta agli inizi della settimana, mette fine alla plurisecolare presenza dei Padri passionisti a San Sosio.
Chiude il convento. Gli ultimi due Padri passionisti rimasti, andranno via nei prossimi giorni. Un Frate ed un Padre sono stati inviati per vigilare sul complesso fino alla fine del mese, dopodiché subentrerà il nuovo gestore/proprietario. Ad oggi non è dato di sapere con precisione la destinazione del complesso religioso.
Interviene sulla "misteriosa" questione falvaterrana Daniele Ricci, uno dei promotori della petizione per la salvaguardia del patrimonio religioso culturale locale. «Chiude lo storico santuario di San Sosio. Sotto gli occhi di una popolazione costernata si stanno scrivendo le ultime pagine di un brutto romanzo giallo iniziato già da molti mesi. La vicenda della vendita del Convento di San Sosio, venuta alla luce in modo del tutto casuale e che continua ad essere avvolta da un velo di mistero, si è sviluppata in questi ultimi mesi caratterizzandosi per il rincorrersi di voci contraddittorie in un contesto di comportamenti singolari sia da parte dei Padri passionisti che dell'Amministrazione comunale di Falvaterra - commenta Ricci e aggiunge - Quella della vendita del convento di San Sosio è una storia che riassume in sé, sia aspetti, purtroppo già noti per le dismissioni di altre strutture religiose a causa di problemi finanziari, sia profili di sincera preoccupazione per le modalità con cui la vicenda si è sviluppata e per il destino di questo sito monumentale. Nonostante le varie sollecitazioni venute dalla popolazione, i soggetti che a vario titolo sono interessati alla questione: la Congregazione dei Padri passionisti ed il Comune di Falvaterra, fra gli altri, non sono stati in grado di fornire chiare informazioni sulla questione».
E prosegue esprimendo dubbi e perplessità: «Resta difficile alla popolazione, capire le ragioni di tanto mistero sull'acquirente di San Sosio e sul futuro del Convento. Era inevitabile che anche il comportamento dell'Amministrazione comunale falvaterrana, apparso per l'occasione indecifrabile e incerto, alimentasse la circolazione delle voci più contrastanti a riprova dell'alto grado di preoccupazione vissuto dalla popolazione - e conclude con un velo di ironia - A questo punto, temiamo che alla popolazione falvaterrana, non potendo contare sulle autorità religiose e civili, non resti che chiedere un'ultima grazia a San Sosio e San Paolo».