Droga, profughi, stazione ferroviaria, movida. Elementi che si fondono e viaggiano sullo stesso binario nella direzione dello sballo. Al "terminal" Cassino non sbarcano solo immigrati nel ruolo di pusher (con un po'di dosi da piazzare nei luoghi di aggregazione) o di corriere (con la roba nei giubbetti o nei calzini) impegnati in consegne-lampo ma anche assuntori che scelgono la movida di Cassino per divertirsi.

Tre ragazzi, uno minorenne, tutti richiedenti asilo e ospiti delle cooperative della bassa provincia sono scesi da uno stesso treno, venerdì pomeriggio, diretti come tanti coetanei e connazionali nelle strade di Cassino e nelle piazze del centro. A scoprire dosi di marijuana (appannaggio secondo gli investigatori di una ben più ampia filiera di smercio affidata ai profughi) nelle tasche dei ragazzi ci hanno pensato gli agenti del commissariato di Cassino che, insieme al nucleo cinofili di Nettuno, erano impegnati in attività di controllo proprio alla stazione. Già a distanza il poliziotto a quattro zampe Enduro ha iniziato a captare la sostanza: è bastato poco per rinvenire le dosi e provvedere a segnalarli alla prefettura di Frosinone.

Analoga sorte a una donna del posto, in giro in centro con alcune dosi di marijuana. Articolo 75 anche per lei mentre gli uomini del dirigente Mascia hanno proseguito nelle operazione di verifica fino a tardi. Un presidio fondamentale per allentare la morsa dello spaccio dilagante in città e per innescare quei fuggi fuggi e quei repentini cambi di rotta da parte di chi fa affari con la droga e agita le acque serene della movida cassinate. Sempre gli agenti della Polizia di Stato, con l'unità cinofila, nei controlli dello scorso weekend avevano scovato decine di dosi d hashish e marijuana nelle cassette del deposito dell'ufficio postale, a pochi metri dal palazzo di giustizia e da piazza Labriola. E un etto di cocaina per un guadagno complessivo di circa 10.000 euro