Dalle prime ore successive al drammatico incidente, gli investigatori hanno ascoltato varie testimonianze per provare ad avere un primo quadro di quanto accaduto.
Otto le persone che sono state sentite dai carabinieri della Stazione di Sperlonga, guidati dal luogotenente Salvatore Capasso e diretti dalla Compagnia di Terracina. Fra loro ci sono anche gli ospiti della struttura alberghiera che per primi hanno tentato di tirare fuori la tredicenne dalla piscina non appena si sono accorti di quel che stava accadendo. Fra loro un australiano e anche un medico di nazionalità romena che ha praticato per primo le manovre di soccorso. Tutti, a quanto pare, avrebbero riferito della difficoltà di tirare fuori l'adolescente dall'acqua a causa dell'effetto "ventosa" che si sarebbe generato con l'aspirazione del pozzetto.

Le testimonianze dovranno chiaramente essere corroborate da eventuali perizie tecniche che potrebbero essere disposte in un secondo momento. Il passaggio cruciale, al momento, è rappresentato dall'autopsia che si sta svolgendo in queste ore a Tor Vergata: consentirà di capire con esattezza la causa del decesso della ragazza.

Sarà la perizia del medico legale a chiarire oggi con esattezza la causa del decesso di Sara Francesca Basso, la ragazza di 13 anni di Morolo morta dopo il tragico incidente nella piscina del "Virgilio Grand Hotel" di Sperlonga. Ieri il conferimento dell'incarico al medico legale Stefania Urso. I familiari della vittima hanno nominato quale consulente di parte il dottor Augusto Canali, mentre i rappresentanti della struttura alberghiera sono indagati nel procedimento del pm De Luca insieme ad altre persone, quattro in totale, per omicidio colposo la dottoressa Daniela Lucidi.

Gli esami che saranno svolti dalle 10 e 30 di oggi a Tor Vergata sulla salma dell'adolescente consentiranno di stabilire la causa del decesso e contribuiranno a capire se la ragazza abbia avuto dapprima un malore o se invece i motivi della tragedia siano da individuare in altri fattori che hanno poi portato al decesso, avvenuto a qualche ora di distanza dall'incidente in piscina che si è verificato mercoledì pomeriggio attorno alle 17. La ragazza era in acqua quando a un certo punto è stata "risucchiata" da uno dei pozzetti di fondo. Quello, per la precisione, che alimenta le bocchette della vasca idromassaggio situata accanto alla piscina. Da capire con esattezza la causa dell'incidente e probabilmente anche per questo aspetto sarà nominato un consulente tecnico.
Non è detto che non vengano approfonditi ulteriori elementi di natura urbanistica per quel che riguarda la piscina, anche alla luce delle precedenti indagini che hanno interessato la struttura alberghiera, che nel 2016 fu sequestrata per lottizzazione abusiva e poi dissequestrata dal Tribunale del Riesame. I carabinieri della Stazione di Sperlonga e i colleghi di Terracina, intanto, per cristallizzare lo stato dei luoghi, hanno sequestrato sia la piscina che il locale tecnico delle pompe. Sequestrati pure il costume della 13enne, rimasto sul fondo della piscina, e una parte in plastica della griglia del bocchettone di aspirazione, anche per capire se la stessa fosse conforme o meno alle normative vigenti, emanate proprio per prevenire incidenti come quello di mercoledì.

La tredicenne, "risucchiata" dal bocchettone, è finita sott'acqua nella piscina profonda meno di un metro e mezzo. C'è voluto parecchio per tirarla fuori dall'acqua: è stato necessario il soccorso di più persone per riuscirvi. Dopo un disperato tentativo di rianimazione da parte di un medico in vacanza nell'hotel e poi da parte del 118, Sara Francesca Basso è stata trasportata al "Gemelli", dove, attorno alle quattro della notte fra mercoledì e giovedì, si è spenta. Sull'accaduto sta indagando la Procura di Latina, che ha iscritto al registro degli indagati Mauro Di Martino e Francesco Saverio Emini, entrambi legati alla gestione dell'hotel e assistiti dagli avvocati Vincenzo Macari e Alfredo Zaza D'Aulisio, Ermanno Corpolongo, costruttore della piscina, e Nicolangelo Viola, manutentore su chiamata della piscina. Si procede per il reato di omicidio colposo.

di: Federico Domenichelli