Impossibile scrivere e descrivere il dolore per una tragedia. Impossibile scrivere e descrivere, seppur muovendosi bene tra le parole, lo stato d'animo delle persone vicine a Sara Francesca Basso, morta ad appena tredici anni. Una giornata qualunque di svago in piscina che si è trasformata in un dramma. Morire a tredici anni. Ogni parola è superflua.

Sara Francesca frequentava la classe 2ª F della scuola media Campo Coni del Quarto istituto comprensivo di Frosinone. E proprio nel capoluogo ciociaro era nata, ma abitava a Morolo.
Resta il suo ricordo. Resta il profondo dolore di mamma Maria Grazia e di papà Alessandro. E di chi l'ha conosciuta.
Parenti, amici, compagni e compagne della scuola di danza che frequentava, della scuola. Proprio dall'istituto scolastico, in un lamento di angoscia, arriva il messaggio di cordoglio da parte delle docenti della classe 2ª F. Poche, ma intense righe. «Quando la voce piena di vita di una giovane ragazza viene messa a tacere -scrivono le insegnanti -È difficile pronunciare qualunque parola. Eppure sentiamo il bisogno di abbattere questa barriera e di ricordare Sara Francesca, della classe 2ª F della scuola media Campo Coni, del IV Istituto Comprensivo di Frosinone. Era una studentessa modello, attenta, sensibile ma anche curiosa, sempre pronta ad apprendere e a mettersi in gioco con il sorriso e la gioia del fare».

Disponibilità, gentilezza, energia. Così le docenti di Sara Francesca in un altro passaggio. «La scuola Campo Coni oggi diventa più povera perché più poveri saremo tutti noi senza la sua energia, la sua disponibilità e la sua gentilezza e senza tutte le lezioni che silenziosamente era lei ad insegnare a noi e ai suoi compagni».
«Un dolore immenso -dice Guglielmi, dirigente dell'istituto scolastico- Sara Francesca era una ragazza in gamba, corretta e volenterosa. Non ci sono parole adatte per questa tragedia».

Non ce l'ha fatta Sara Francesca Basso, la ragazza di 13 anni di Frosinone, risucchiata sul fondo della piscina del "Virgilio Grand Hotel" di Sperlonga, profonda meno di un metro e mezzo.
L'adolescente, residente a Morolo, si è spenta all'ospedale "Gemelli" di Roma, dov'era stata trasportata d'urgenza dopo essere stata rianimata dapprima da un medico straniero ospite della struttura e poi dal personale del 118.
Quattro le persone indagate: si ipotizza il reato di omicidio colposo.Si tratta di Mauro Di Martino e Francesco Saverio Emini, entrambi legati alla gestione dell'hotel e assistiti dagli avvocati Vincenzo Macari e Alfredo Zaza D'Aulisio, Ermanno Corpolongo, costruttore della piscina, e Nicolangelo Viola, manutentore su chiamata della piscina. Una tragedia su cui saranno effettuati ora tutti gli accertamenti del caso per chiarire l'esatta dinamica di quanto accaduto.

Per cristallizzare lo stato dei luoghi, i carabinieri di Sperlonga e i colleghi di Terracina hanno sequestrato sia la piscina che il locale tecnico in cui si trovano le pompe. Oltre a ciò, sequestrati come indizi anche la griglia del bocchettone di aspirazione e il costume della ragazza che è rimasto sul fondo della piscina a seguito delle manovre di recupero.
Per capire quanto accaduto, i carabinieri, sotto direttive del sostituto procuratore De Luca, hanno già sentito diverse persone. Fra loro, un turista australiano che ha partecipato alle manovre di soccorso e un medico di nazionalità rumena, cliente dell'hotel, che ha cercato di rianimarla in attesa dell'arrivo del personale medico-sanitario che l'ha trasportata al"Gemelli"di Roma, dove la 13enne si è spenta attorno alle quattro della scorsa notte. Non è detto che non vengano disposte delle perizie tecniche, anche sul  rispetto delle prescrizioni vigenti per quanto riguarda le caratteristiche dei pozzetti e non solo.

È previsto per oggi, invece, il conferimento dell'incarico al medico legale, la dottoressa Stefania Urso, per l'esame sulla salma dell'adolescente. L'incidente è avvenuto attorno alle 17 di mercoledì nel "Virgilio Grand Hotel". Una struttura ricettiva che sorge in via Romita e che è già balzata agli onori della cronaca nel 2016 in quanto destinataria di un provvedimento di sequestro disposto dal gip del Tribunale di Latina su richiesta del pm Giuseppe Miliano, che ipotizzava il reato di lottizzazione abusiva. A distanza di due settimane la proprietà, assistita dagli avvocati Alfredo Zaza D'Aulisio e Vincenzo Macari, ottenne l'annullamento del decreto di sequestro e dunque il dissequestro.
Secondo una prima ricostruzione della tragedia, la bambina, per cause da chiarire, sarebbe stata risucchiata da uno dei pozzetti di fondo che aspirano l'acqua della piscina. I soccorsi sono risultati complessi e c'è voluto un po' prima che gli ospiti della struttura riuscissero a tirare la tredicenne fuori dall'acqua. Poi il disperato tentativo di rianimazione, ma ieri alle 4 il cuore di Sara ha smesso di battere. 

di: Federico Domenichelli