Non ce l'ha fatta Sara Francesca Basso, la ragazza di 13 anni di Frosinone, risucchiata sul fondo della piscina del "Virgilio Grand Hotel" di Sperlonga, profonda meno di un metro e mezzo.
L'adolescente, residente a Morolo, si è spenta all'ospedale "Gemelli" di Roma, dov'era stata trasportata d'urgenza dopo essere stata rianimata dapprima da un medico straniero ospite della struttura e poi dal personale del 118.
Quattro le persone indagate: si ipotizza il reato di omicidio colposo.Si tratta di Mauro Di Martino e Francesco Saverio Emini, entrambi legati alla gestione dell'hotel e assistiti dagli avvocati Vincenzo Macari e Alfredo Zaza D'Aulisio, Ermanno Corpolongo, costruttore della piscina, e Nicolangelo Viola, manutentore su chiamata della piscina. Una tragedia su cui saranno effettuati ora tutti gli accertamenti del caso per chiarire l'esatta dinamica di quanto accaduto.

Per cristallizzare lo stato dei luoghi, i carabinieri di Sperlonga e i colleghi di Terracina hanno sequestrato sia la piscina che il locale tecnico in cui si trovano le pompe. Oltre a ciò, sequestrati come indizi anche la griglia del bocchettone di aspirazione e il costume della ragazza che è rimasto sul fondo della piscina a seguito delle manovre di recupero.
Per capire quanto accaduto, i carabinieri, sotto direttive del sostituto procuratore De Luca, hanno già sentito diverse persone. Fra loro, un turista australiano che ha partecipato alle manovre di soccorso e un medico di nazionalità rumena, cliente dell'hotel, che ha cercato di rianimarla in attesa dell'arrivo del personale medico-sanitario che l'ha trasportata al"Gemelli"di Roma, dove la 13enne si è spenta attorno alle quattro della scorsa notte. Non è detto che non vengano disposte delle perizie tecniche, anche sul  rispetto delle prescrizioni vigenti per quanto riguarda le caratteristiche dei pozzetti e non solo.

È previsto per oggi, invece, il conferimento dell'incarico al medico legale, la dottoressa Stefania Urso, per l'esame sulla salma dell'adolescente. L'incidente è avvenuto attorno alle 17 di mercoledì nel "Virgilio Grand Hotel". Una struttura ricettiva che sorge in via Romita e che è già balzata agli onori della cronaca nel 2016 in quanto destinataria di un provvedimento di sequestro disposto dal gip del Tribunale di Latina su richiesta del pm Giuseppe Miliano, che ipotizzava il reato di lottizzazione abusiva. A distanza di due settimane la proprietà, assistita dagli avvocati Alfredo Zaza D'Aulisio e Vincenzo Macari, ottenne l'annullamento del decreto di sequestro e dunque il dissequestro.
Secondo una prima ricostruzione della tragedia, la bambina, per cause da chiarire, sarebbe stata risucchiata da uno dei pozzetti di fondo che aspirano l'acqua della piscina. I soccorsi sono risultati complessi e c'è voluto un po' prima che gli ospiti della struttura riuscissero a tirare la tredicenne fuori dall'acqua. Poi il disperato tentativo di rianimazione, ma ieri alle 4 il cuore di Sara ha smesso di battere.