Il gruppo Sant'Alessandro srl ora rischia il fallimento. Il tribunale di Frosinone, infatti, lo scorso 5 luglio, nell'ambito del concordato preventivo della società, finita agli onori della cronaca nell'ambito dell'operazione Boreale della Guardia di finanza di Reggio Calabria per la clinica Villa Aurora, ha preso atto della rinuncia alla domanda di concordato preventivo.
Allo stato dei fatti, il tribunale ha ritenuto che il ricorso sia divenuto improcedibile e che «essendo state depositate istanze di fallimento, le quali sono state riunite al procedimento concordatario, il tribunale debba pronunciarsi con separato provvedimento sulla declaratoria di insolvenza». A questo punto, ritenuto necessario ascoltare la società debitrice e i creditori, le parti sono state convocate per l'udienza del 24 luglio per la dichiarazione di fallimento.

Il gruppo Sant'Alessandro, con sede a Frosinone, dal bilancio 2016 ha un fatturato di 75.000 euro e una perdita di 2.081.494 euro. L'azienda presenta debiti totali per cinque milioni di euro, nonché crediti verso i clienti di 458.866. Attualmente amministratore unico della società è Giampiero Turriziani, nominato il 26 giugno 2017. La data di costituzione della società è il 26 febbraio 2010, mentre l'attività è iniziata il 29 settembre 2010. Il capitale sociale è di 11.765, interamente versato, mentre al 31 dicembre 2012 aveva quattro addetti. Due i soci.

Il gruppo sant'Alessandro è entrato nell'inchiesta della Guardia di finanza di Reggio Calabria che ha portato all'arresto il 21 giugno, tra l'altro, dei due ex soci gli imprenditori sorani Alessandro Casinelli, 35 anni, ex presidente di Federlazio Frosinone, e Giorgio Rea, 40. Stando a quanto ricostruito dalla procura reggina, il 5 agosto del 2014 la Sant'Alessandro acquistava il 95% del capitale sociale di Villa Aurora spa. All'epoca, secondo quanto emerso dalle indagini, Casinelli aveva il 70% delle quote del gruppo Sant'Alessandro e Rea il restante 30%.
L'acquisto del pacchetto azionario era stato fissato a 3,3 milioni di euro con il pagamento di 598.500 euro subito e i restanti 2.726.500 in sette rate semestrali.
Sempre in base a quanto è stato ricostruito dai finanzieri nell'inchiesta di Reggio Calabria, tra il 30 marzo 2015 e il 2 ottobre 2015 l'allora amministratore di Villa Aurora, l'avvocato Pietro Domenico Mangiapelo, anch'egli finito agli arresti nell'operazione Boreale, autorizzava il trasferimento di 1.242.010 euro al gruppo Sant'Alessandro come finanziamento infragruppo.
E ancora, le azioni di Villa Aurora possedute dal Gruppo Sant'Alessandro passavano alla società Grs srl unipersonale dell'amministratore e proprietario Rea.L'importo della cessione era fissato in 1.420.000 euro.
Quindi il 13 ottobre del 2016, davanti a un notaio di Avezzano, con una scrittura privata tra Rea e Casinelli il capitale della società Grs già appartenente al Gruppo Sant'Alessandro veniva interamente ceduto al prezzo simbolico di un euro.
Ma a un certo punto i rapporti tra i soci Casinelli e Rea si guastavano. Casinelli, infatti, a garanzia del pagamento delle quote di Villa Aurora alienate dal Gruppo Sant'Alessandro alla Grs di Rea, tentava il pignoramento delle quote di Villa Aurora srl detenute dalla Grs. Tuttavia, l'operazione non andava a buon fine, in quanto Rea riusciva a vendere le quote in questione per 9.500 euro.
Il 30 dicembre 2016 Alessandro Casinelli, in qualità di socio del Gruppo Sant'Alessandro sporgeva una denuncia-querela ai carabinieri di Frosinone nella quale sosteneva che la gestione del Sant'Alessandro era sempre stata svolta da Rea. Nell'atto Casinelli asserviva che il pagamento delle azioni di Villa Aurora da parte di Grs in favore del Gruppo Sant'Alessandro non era mai avvenuto, con conseguenti accuse alla gestione di Rea. Tuttavia, almeno ai fini dell'indagine di Reggio Calabria tale versione non è risultata credibile al gip che ha emesso l'ordinanza cautelare nei confronti di Casinelli e del suo ex socio Rea.