Conosce una donna sul treno, riesce a carpirne l'identità e poi, a suo nome, ottiene un finanziamento. Il gup del tribunale di Velletri ha rinviato a giudizio un uomo, M.R., 57 anni, di Roma. L'accusa è di circonvenzione d'incapace nei confronti di una settantenne di Frosinone. Il 1° aprile del 2015 lui si presenta negli uffici di una finanziaria di Colleferro e conclude un contratto di finanziamento di circa settemila euro che, con gli interessi, prevede un'esposizione debitoria, della ciociara, di 9.600 euro. Ma lei di tutto questo non sa nulla. Tuttavia, M.R. qualche giorno dopo riesce anche a ottenere una carta bancomat e il relativo codice, spacciandosi per avvocato e tutore della donna. Inutile dire che il conto viene svuotato e la donna si trova nella condizione di dover rifondere il finanziamento erogato a suo nome. Ad accorgersi di tutto ciò è la figlia.

Le due vivono insieme, anche se la madre spesso si allontana per far visita a un conoscente a Paliano. Ed è proprio durante una di queste visite che la vittima, P.M., sul treno, conosce M.R. Quest'ultimo si mostra affabile, elegante, dalla parlantina brillante. Una parola dopo l'altra, la signora si fida dell'uomo e, non si sa come o perché, gli rivela le proprie generalità.
Ed è grazie a queste che l'imputato, secondo quanto accertato dalla procura di Velletri, avrebbe messo a segno il piano per ottenere il finanziamento.

Resta il fatto che la procura utilizzata per aprire il conto non è mai stata trovata, secondo quanto denunciato dalla donna, che si è costituita parte civile attraverso gli avvocati Davide Giacomini e Stefano Popolla. La storia è venuta a galla quando la donna è stata ritrovata, in stato confusionale sulla Casilina, probabilmente abbandonata dallo stesso che ha poi denunciato. La figlia, infatti, aveva invano cercato di contattare la madre dall'amico di Paliano, ma questi le aveva confidato che era diverso tempo che non vedeva né aveva notizie di lei. Nel corso delle indagini si è pure scoperto che l'imputato viveva in un convento dove scontava una misura alternativa alla detenzione. La prima udienza del processo, davanti al giudice Antonio Barbato è stata fissata a dicembre.