Processo per usura, momenti di tensione nell'aula di Corte d'Assise di Cassino. Il testimone, presunta vittima del giro d'usura scoperto dai carabinieri, non parla. Il giudice prende in mano la situazione: sospende l'udienza, richiede la modalità protetta. Tutto questo dopo il riconoscimento degli imputati da parte dello stesso commerciante.

Una ricostruzione complessa, dove le pause e i "forse" hanno cucito insieme gli episodi - due con l'esattezza - che avrebbero legato il commerciante in difficoltà (assistito dall'avvocato Persichino) ad alcune delle persone finite nella maxi operazione dell'Arma di Cassino "I monatti", la stessa che aveva portato nell'ottobre del 2017 all'esecuzione di sei misure cautelari nei confronti di Maurizio e Giuseppe Sardelli di Pontecorvo, Silvana Spada, Gerardo Bottiglieri, Massimo Morra e Gianluca Russo: per gli inquirenti, sarebbero risultati in varia misura responsabili di episodi di usura, estorsione e lesioni personali in danno di alcuni commercianti. È doveroso, però, precisare che i coinvolti - assistiti dagli avvocati Pollino, Giuliano, Carbone e Ranaldi - anche dopo il Riesame, mantengono posizioni diverse: Giuseppe Sardelli (nei cui confronti era stata annullata l'ordinanza) è libero; Silvana Spada ha solo un obbligo di presentazione alla pg mentre gli altri restano ai domiciliari.

Gli "interessi" e l'aggressione
Incalzato dal pm Mattei, il commerciante ha ricostruito i prestiti, gli "interessi" e le modalità di restituzione; la paura, la perdita dei clienti e la "discesa negli inferi". Poi ha riferito in merito a due circostanze molto dettagliate: un incontro coi suoi "creditori" e le richieste avanzate in auto, dove avrebbero tenuto a vista - nella parte laterale dello sportello - una piccola pistola (forse giocattolo). Poi l'aggressione sotto casa, per i debiti non onorati: «Sono stato aggredito da dietro e sono finito in ospedale. Mi ha colpito un uomo che non conoscevo con calci e pugni. E quando ero a terra, ancora calci al petto, alla faccia, alla schiena. E mentre mi aggrediva mi ricordava che dovevo pagare». «Omm' 'e merd'! Così impari a pagare» precisa Mattei, riprendendo il verbale dei carabinieri. Ma l'aggressore non era solo: e il testimone conferma che ad attenderlo in auto c'era uno degli imputati. «Poi sono finito all'ospedale», conferma il commerciante, che tra le varie contusione aveva riportato anche la frattura delle ossa nasali. Dopo l'esame del pm, si è passati al controesame delle difese che terminerà il prossimo 17 luglio, data in cui verrà ascoltato anche uno degli operanti che condussero l'indagine.