In via Vado del tufo sono le 2.50 della notte tra lunedì e martedì. La quiete di un condominio è rotta da una presenza sospetta. Una donna chiama il 112 per segnalare che nell'androne si aggira il suo ex convivente che cerca di entrare nell'appartamento. L'uomo lì non potrebbe esserci, essendo stato emesso nei suoi confronti un divieto di avvicinamento. La situazione diventa più confusa quando arrivano i carabinieri, M.P., 32 anni, si divincola sfugge al controllo e aggredisce i carabinieri prima di essere arrestato nella zona del casermone sotto un'auto dove cercava di sfuggire. Ma ieri, dopo l'udienza di convalida, è stato rimesso in libertà.

A carico dell'uomo c'è un provvedimento del tribunale per i minorenni di Roma che ha adottato la sospensione della potestà genitoriale con allontanamento dalla casa familiare. Tuttavia, M.P. l'altra notte è segnalato in via Vado del tufo. Avrebbe cercato di entrare in casa e la donna terrorizzata ha chiamato il 112. Del resto appena tre mesi fa, lo stesso era stato arrestato dopo aver aggredito la ragazza. In quella circostanza, stando alle accuse, i poliziotti intervenuti l'avrebbero sorpreso con le mani sul collo dell'ex.

Tornando a ieri, i carabinieri sorprendono l'uomo nelle scale, al secondo piano. Ha in mano una bottiglia di birra che non esita a brandire contro i militari. I quali, seppur a fatica, riescono a convincerlo a scendere. Mentre viene portato verso l'auto dei carabinieri, ha una reazione violenta a pugni, calci e spintoni e fugge. Scappaverso ilcasermone,ma icarabinieri non lo perdono di vista. Così non passa inosservato sotto un'auto in sosta. Viene tirato fuori e arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Ieri mattina M.P., difeso dall'avvocato Tony Ceccarelli, è comparso davanti al giudice Francesca Proietti. L'uomo si è difeso sostenendo di non aver cercato di entrare con la forza in casa dell'ex e che, al diniego, avrebbe atteso nella speranza che lei cambiasse idea. All'udienza erano presenti i carabinieri che hanno preso parte all'arresto. Uno ha riportato la lussazione di una spalla e di un dito. Al termine dell'udienza il magistrato ha convalidatol'arresto, ma ha rimesso in libertà M.P., fissando il processo al 29 gennaio. Nei suoi confronti sarà proposta dai carabinieri una misura di prevenzione.