Sono circa quattrocento le famiglie povere che assistono. Attivi anche nel sostenere bambini e ragazzi vittime della dispersione scolastica con un percorso educativo. Una grande mano per tante persone quella della fondazione "Il Giardino delle rose blu". L'ultima richiesta di aiuto in ordine di tempo quella di una trentacinquenne residente Frosinone costretta a vivere per strada dopo uno sfratto.

L'associazione è presente, il presidente don Ermanno D'Onofrio e tutti i volontari, sono impegnati da tempo e quotidianamente per aiutare chi vive momenti difficili. Tanti che hanno perso il lavoro, che non riescono a pagare le bollette, gli affitti. Hanno difficoltà anche a comprare il cibo per far "zittire" i pancini dei loro bambini. Ma la richiesta di aiuto è sempre in crescita. A loro arriva l'aiuto della fondazione. Ma allo stesso tempo c'è bisogno della collaborazione delle istituzioni. A loro l'appello di don Ermanno il quale ha scritto una lettera al sindaco Nicola Ottaviani, ad alcuni amministratori e all'ufficio servizi sociali. «Non abbiamo più i mezzi, né le risorse ed abbiamo bisogno di essere sostenuti. Soprattutto vorremmo sapere se il Comune crede in noi così da stabilire un rapporto di collaborazione in vista della creazione del Villaggio della solidarietà che potrebbe realmente mettere la nostra città in prima linea sul fronte della solidarietà».
E proprio per la realizzazione del Villaggio della solidarietà il sacerdote si sta battendo molto. Un progetto che prevede la realizzazione di diversi servizi alla persona per fronteggiare disagi, emarginazione e varie forme di povertà, attraverso l'attuazione delle opere di misericordia che hanno sempre caratterizzato l'operato di don Ermanno, dei suoi collaboratori e dei volontari, che quotidianamente si impegnano in diverse attività e progetti.

«Come sapete la nostra realtà, Il Giardino delle rose blu onlus, da oltre un decennio è vicina alle situazioni di povertà della nostra città. Inoltre, fra i tanti progetti che abbiamo, uno dei più attivi è un progetto di reinserimento sociale di persone che ci vengono affidate dall'Ufficio di Esecuzione penale esterna. Quest'anno è un anno particolarmente importante per noi perché festeggio 25 anni di missione nei Balcani dove, come voi sapete, nasce la nostra esperienza che è tuttora attiva. Celebriamo questo traguardo di 10.000 volontari che si sono avvicendati e continuano a farlo presso l'Ospedale pediatrico di Gornja Bistra e il 10 agosto inaugureremo a Gornja Bistra la Casa delle rose, un Centro Europeo di formazione al volontariato internazionale. La mia lettera, oltre alla condivisione di quanto detto fino ad ora, è motivata dal fatto che ritengo importante che voi Istituzioni conosciate i piccoli sforzi che le realtà del volontariato compiono a loro spese, con la loro fatica e con i loro piccoli mezzi.

Ma la mia lettera è anche una lettera di delusione perché negli ultimi anni ho cercato più volte di sensibilizzare il Comune, l'ufficio dei servizi sociali e le assistenti sociali stesse a diverse problematiche. Purtroppo non ho ricevuto nessuna risposta concreta ma solo qualche risposta di poco conto che non ha aiutato né me né i nostri volontari a portare a conclusione e a sostenere i vari casi per cui chiedevo aiuto». Mesi fa la fondazione è stata di grande aiuto per tre senza fissa dimora italiani che «da soli con le nostre forze abbiamo aiutato e sostenuto e a cui abbiamo fatto trascorrere l'inverno in un luogo caldo ed accogliente perché probabilmente sarebbero morti assiderati, visto il rigido inverno che c'è stato. Grazie a Dio, noi siamo stati un ottimo supporto e adesso si sono sistemati altrove perché hanno trovato lavoro ed altre abitazioni. Da qualche giorno abbiamo messo al corrente il sindaco e i servizi sociali di un'altra storia dolorosa. La storia di una ragazza che, dopo aver vissuto e subito violenze fin da quando era piccola, da venticinque giorni dorme in strada. Noi ce ne siamo fatti carico però penso che sia importante poter avere un supporto anche economico per tutto quello che facciamo, anche se purtroppo le nostre richieste cadono nel vuoto».