Vessazioni fisiche, maltrattamenti in famiglia fino ad arrivare a una vera e proprio estorsione. Il tutto per avere i soldi per giocare alle slot e ai videopoker. A farne le spese i genitori, ma anche il fratello. Per un giovane di Ferentino, P.C., attualmente detenuto, si è aperto un procedimento penale. Davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Frosinone, Francesco Mancini, la difesa dell'uomo, rappresentata dall'avvocato Mario Cellitti, ha chiesto di celebrare il processo con il rito abbreviato condizionato da una perizia psichiatrica.
Il sospetto, adombrato dalla difesa (i genitori si sono costituiti parte civile attraverso l'avvocato Nicola Ottaviani), è che l'imputato sia affetto da ludopatia e per questo abbia completamente perso la testa, dilapidando un patrimonio alle macchinette.
Stando alle accuse, raccolte dai carabinieri dopo le denunce dei genitori, l'uomo li avrebbe costretti a versargli ogni volta dalle 60 ai 100 euro. Pur di avere quei soldi per giocare sarebbe arrivato a minacciare di morte il genitore: «Procurati un fornetto che ti ammazzo», avrebbe detto al padre pur di ottenere i soldi necessari ad assecondare la sua sete di gioco patologico. Più volte avrebbe offeso la madre e danneggiato la mobilia di casa. Finché alla vigilia di Natale dello scorso anno, a seguito di un'aggressione, dovettero intervenire i sanitari del 118 e i carabinieri.
Alla fine per l'uomo è scattato l'arresto. L'indagine nei suoi confronti è andata avanti. Così gli sono state formalizzate le accuse di maltrattamento in famiglia e di estorsione. Stando alla ricostruzione della procura, l'uomo sarebbe riuscito a farsi consegnare, dietro minaccia dell'uso della forza, che in qualche occasione, come quella di Natale, si è anche concretizzata, ventimila euro. Ventimila euro persi giocando alle macchinette. La perizia psichiatrica dovrà ora chiarire se l'uomo era in grado di intendere e volere al momento delle minacce e dell'aggressione e se può partecipare consapevolmente a un processo.