A dodici anni può pienamente testimoniare contro l'uomo che accusa di averla violentata. È quanto emerso nel corso dell'incidente probatorio di ieri mattina davanti al gip del tribunale di Frosinone Antonello Bracaglia Morante. Sotto accusa c'è un uomo di 45 anni di Frosinone, agli arresti dallo scorso febbraio con l'accusa di aver scavalcato un balcone ed essere entrato in casa della ragazzina e di averla violentata. Lei, rappresentata dagli avvocati Beniamino Zompa e Antonio Mastrangeli, ovviamente non c'era. Inutile sottoporla a ulteriore stress. C'erano, invece, l'arrestato e i genitori di lei che, però, hanno preferito attendere l'esito dell'udienza fuori dall'aula.

Il gip ha ascoltato il consulente tecnico incaricato la neuropsichiatra infantile Vitale di Roma che, nei giorni scorsi, aveva consegnato il suo elaborato peritale. Elaborato confermato con la conclusione che la ragazzina è capace di testimoniare sull'accaduto e che ha un ricordo chiaro e limpido dell'episodio. Per il perito, la giovane presenta una certa immaturità, ben superiore alla sua giovane età, una minore capacità in termini di velocità elaborativa dell'evento. Il che, nei confronti dell'indagato rappresenta un'aggravante, potendo rientrare la circostanza nella minorata difesa.

Dal canto suo, la difesa dell'indagato, ha cercato di avere dal perito degli elementi per capire se il fatto possa essere ricondotto nell'alveo della suggestione esterna, se cioè la ragazzina ha rappresentato qualcosa di non reale. Fermo restando che per il perito la capacità a stare nel processo c'è, ora starà ai giudici valutare il peso e l'attendibilità del racconto. Tenendo conto anche degli altri elementi indicati dalla ragazzina nell'atto di accusa all'uomo, ovvero il fatto che questi abbia scavalcato il balcone e sia riuscito a farsi aprire il finestrone, i tempi e i modi dell'aggressione nonché la tipologia delle lesioni riscontrate. La ragazza, visitata dai ginecologici dell'ospedale di Cassino, avrebbe comunque subito violenza.
Lei, residente nella zona bassa del capoluogo, stando alla ricostruzione dei fatti, è rimasta vittima di un'aggressione sessuale da parte di un vicino. Un vicino che ben conosceva e che aveva fatto dei lavoretti in casa di lei e che, avendoli visti uscire, aveva approfittato dell'assenza dei genitori della ragazza, usciti per andare a lavorare.

La ragazzina, in passato, era già stata ascoltata in un ambiente protetto, nel corso dell'incidente probatorio, alla presenza della neuropsichiatra infantile, chiamata a valutare la sua capacità di rielaborare quanto stava denunciando. Peraltro, mentre la squadra mobile di Frosinone intercettava l'indagato nell'ambito dell'inchiesta, aveva captato - stando alle accuse - un dialogo raccapricciante: «Se è per questo vado anche con le tredicenni», avrebbe detto a un'amica dopo che lei lo aveva provocato per un'avventura con una donna più grande.