Sorpresi tre residenti di Atina che, però, per disfarsi dei rifiuti hanno usato i cassonetti di Picinisco. Risalire all'identità dei tre è stato possibile grazie alla tenacia del personale della polizia locale di Atina che ha rovistato tra i rifiuti trovando prove inconfutabili e risalendo agli autori che, credendo di farla franca, hanno abbandonato i rifiuti oltre confine. Per loro è già scattata una multa da duecento euro, mentre le indagini proseguono per verificare possibili profili di rilievo penale.

«Nelle buste c'era di tutto - dice il responsabile della polizia locale, il capitano Benito Perella - calcinacci, rifiuti organici, lattine di vernice, pannolini, tanta plastica tra bottiglie, recipienti e contenitori, poi carta e cartone. Insomma, tutto materiale che dovrebbe essere smaltito con la raccolta differenziata che sembra una pratica ancora ignota a qualche cittadino». In effetti, la brutta abitudine di disfarsi di ogni sorta di rifiuti scaricandoli oltre confine, in questo caso da Atina nel vicino comune di Picinisco, non trova motivazioni plausibili visto che la raccolta porta a porta gode ad Atina di un servizio che finora ha funzionato bene. Proprio per eliminare e limitare l'incivile diffusione del fenomeno, il Comune di Picinisco si è dotato di quattro foto-trappole sistemate vicino ai contenitori di rifiuti più gettonati dai furbetti: quelli che servono le contrade Mole di Vito, Antica e Immoglie. «Ma le useremo anche per monitorare gli altri cassonetti, facendole ruotare nelle altre zone secondo le esigenze», precisa il comandante Perella. Insomma, gli incivili sono avvertiti.