L'alba del giorno dopo. In una città che in una sola giornata ha visto due eventi storici segnare la data del 25 giugno i cittadini si sentono più agguerriti che mai. Mentre il Comune si preparava a votare il default, già dalle prime ore della mattina nella zona di Nocione arrivavano le ruspe per scavare l'inferno nascosto nelle viscere della terra.
Nei campi gli uomini delle Fiamme Gialle, dell'Ingv, dei vigili del fuoco hanno presenziato ai lavori di scavo richiesti oltre vent'anni fa per la prima volta. I residenti sono usciti dalle case, si sono fermati increduli nei vialetti e con le lacrime agli occhi hanno osservato cumuli di rifiuti venire alla luce.

La ruspa ha affondato i denti metallici andando giù, fino a cinque metri di profondità. Dal terreno scuro sono saliti tanti rifiuti e un odore nauseabondo: l'odore del sommerso, di un segreto nascosto e imputridito. L'Ingv ha escluso la presenza di radioattività nell'intera zona, ora si attendono i risultati dell'Arpa e ad una eventuale e sperata bonifica. Impossibile poter dire con certezza che tra quei rifiuti possano esserci scarti pericolosi o tossici, ma sicuramente quei rifiuti non avrebbero essere dovuti essere sommersi nella terra.
Tra l'immondizia portata alla luce dalla ruspa sembrerebbero esserci rifiuti urbani, plastica, copertoni e addirittura qualche flebo.
Le rilevazioni emerse dai controlli condotti dal colonnello Fortino negli anni passati avevano disegnato una "mappa" dell'area in cui erano stati identificati, attraverso specifici criteri e parametri, tredici punti caldi sparsi tra zone vergini.
Un quadro che aveva fornito ulteriori pezzi del puzzle.

L'appello
Ambientalisti in prima fila, per loro la mattinata di lunedì ha significato una grande "vittoria", dopo anni di proteste, raccolte firme e segnalazioni. «Abbiamo un'appello al Procuratore della Repubblica - hanno incalzato Salvatore Avella di fare Verde ed Edoardo Grossi, sostituto console del Touring Club Italiano - Ora che è finalmente iniziata questa fase è necessario allargare le indagini e gli scavi su tutta l'area di Nocione. Noi in prima persona abbiamo segnalato zone in cui potrebbero trovarsi altri rifiuti e bidoni. Inoltre c'è una discarica dei rifiuti urbani risalente all'emergenza degli anni '90, sempre nella stessa area, dovrebbero essere presi provvedimenti anche per quella situazione».

«Inoltre - hanno aggiunto Avella e Grossi - in merito ai rifiuti portati alla luce durante gli scavi lunedì mattina, devono essere sistemati nella maniera più adeguata, devono essere quindi coperti con terra o altro materiale, oppure chiediamo al procuratore della Repubblica, al prefetto o al presidente della Provincia di individuare un sito in cui trasferire i rifiuti, un sito idoneo. Non si conosce la natura del materiale portato alla luce dalle ruspe e ci potrebbero essere anche delle polveri che magari con il vento potrebbero essere respirate dai residenti».