Mezzanotte e otto minuti del 26 giugno 2018: il Comune ha fatto crac. In aula Di Biasio si è scritta una pagina di storia della città. Il dissesto finanziario ora non è più una possibilità, ma una concreta realtà. Lo ha dichiarato, prima assoluta nella storia della città, l'amministrazione di centro-destra che da due anni governa la città. La maggioranza, alla fine, seppur con alcuni "mal di pancia", ha fatto quadrato con il sindaco D'Alessandro e l'assessore Schimperna. Anche Rossella Chiusaroli di Forza Italia e i due consiglieri della Lega sono scesi dalle barricate e hanno avallato il default. La delibera sulla bancarotta è stata dunque approvatacon 14 voti favorevoli, 10 i contrari. Unico assente Franco Evangelista. Una votazione, quella di questa notte, che ha visto delle spaccature anche nel fronte del centrosinistra. Il segretario del Pd Marino Fardelli ha fallito nel tentativo di unire il partito su un'unica posizione e così da una parte è andata in scena l'invettiva dei petrarconiani con un battagliero Enzo Salera mentre dall'altro Sarah Grieco ha ricompattato il gruppo dei sette consiglieri che l'anno scorso proposero una commissione d'in chiesta e ha chiesto le dimissioni del sindaco.

Le conseguenze
Cosa succede ora in città con la dichiarazione di dissesto? Nell'immediato nulla o quasi.Questo perchè l'amministrazione ha già approvato il bilancio di previsione 2018, quindi gli effetti del default si faranno sentire apartire dal primo gennaio 2019, quando si insedierà l'organo straordinario di liquidazione che in 5 anni dovrà far fronte alla pesante massa debitoria: 15 i milioni di euro di debiti certi e 33 i potenziali. Ci sono coperture solo per 8 milioni, quindi sono circa 40 i milioni di euro che bisognerà recuperare. L'unico cambiamento che si potrà toccare con mano nell'immediato sarà quello dello staff del sindaco che entro fine mese sarà completamente azzerato per un risparmio annuo di circa 200.000 euro.

Una seduta incandescente
Inizia quasi con un'ora di ritardo, il Consiglio in programma alle 18. Ma a quell'ora tra i banchi della Lega c'è solo Marsella, non Monticchio. Manca anche Antonio Valente. Di Franco Evangelista neanche l'ombra. Nessun ripensamento per il consigliere di Forza Italia: è ufficialmente giustificato. Panico: il numero legale non c'è. Quando dalla porta posteriore si materializza il consigliere di "Noi con l'Italia" tirano tutti un sospiro di sollievo. Secondino suona la campanella, l'assessore Schimperna inizia a leggere la sua relazione. Si parte. Nel frattempo direttamente dal Santa Scolastica, dove era finito per problemi di salute, arriva anche Monticchio. Il primo ad intervenire è Giuseppe Di Mascio: «Possiamo discutere delle responsabilità dice ma il fatto che bisogna dichiarare il dissesto non è in dubbio. Lo affermano il dirigente e i revisori dei conti. Quindi quella di oggi non è altro che una presa d'atto». Edilio Terranova non ci sta e chiede quali servizi saranno a rischio con il dissesto.

Le lacrime dei veterani
«Rabbia e delusione si mescolano, da amministratore storico di questa città mi vengono le lacrime agli occhi. Voterò contro», è il monito di Giuseppe Sebastianelli. Accalorato l'intervento di Sarah Grieco: «Avreste avuto il mio "Sì", se il dissesto fosse stato dichiarato appena vi siete insediati. Non si dichiara un dissesto dopo aver dato incarichi e consulenze. Non sidichiara un dissesto ad orologeria dopo aver aspettato le elezioni. Ed io non accetto che questa amministrazione venga a parlare a noi di responsabilità, visto che noi nel 2017 avevamo chiesto una commissione d'inchiesta sui debiti ma ci è stato risposto che ai cittadini non interessava la caccia alle streghe. Lei, caro sindaco dice Grieco rivolgendosi a ltavolo della giunta ha detto che il dissesto si doveva dichiarare già nel 2013. E allora perché non è stato fatto nel 2016?». Grieco, quindi, insieme a tutti i consiglieri che avevano firmato la petizione per la commissione di inchiesta sui debiti, ha chiesto le dimissioni del sindaco. Dall'altro versante dell'opposizio ne interviene invece Enzo Salera: «Oggi noi scriviamo una pagina buia. Non è vero che si tratta di una presa d'atto, questa è una scelta volutamente politica perchè i 32 milioni di euro di passività potenziali risultavano già nel 2017, ma si è deciso di andare avanti. Il dissesto è una scelta che pagheranno i più deboli, non è vero che tutte le aliquote erano già al massimo».

Poi, rivolgendosi alla collega Sarah Grieco dice: «Non credo alla commissione d'inchiesta. Le inchieste lasciamole fare alla magistratura.Anche perchènontutti i debiti sono uguali: talvolta sono necessari, altre volte no». La replica di Gianrico Langiano, presidente della commissione bilancio, non si fa attendere: «Lo spettro del dissesto aleggia dal 2013 ma non si è voluto dichiarare. Noi appena insediati abbiamo preso in mano il vostro piano: ci avevate raccontato che avevate risanato i conti, purtroppo invece così non è stato». La Lega legge una corposa relazione:dà l'ok solo per motivi tecnici, e non politici.
Su tutti chiosa D'Alessandro, con la consapevolezza di chi ha scritto una importante pagina di storia.