Sabato scorso il sindaco Lampazzi ha emesso un'ordinanza di rimozione e smaltimento dell'amianto presente sui sette capannoni siti al numero civico 1 di via Valvazzata, a Giuliano di Roma. Dalla recente relazione della polizia municipale, infatti, risulta che i proprietari dell'ex azienda agrozootecnica non hanno ottemperato alle precedenti ordinanze risalenti al 2014.

Al contempo, dalla corrispondenza intercorsa coi detentori D.A.M., G.M. e M.C.M., rappresentati dagli avvocati Giuseppe Ferrante e Claudia Mancini, viene fuori che dal 14 febbraio 2017, «data del verbale di rilascio degli immobili - recita l'atto sindacale - sono venute meno le condizioni che venivano asserite come ostative all'intervento di bonifica ordinato». Tali immobili, stando all'indagine commissionata dagli stessi proprietari nell'aprile 2014, si trovavano «in uno stato di completo abbandono e fatiscenza - si legge ancora - tanto da evincersi come ulteriormente aggravato lo stato di conservazione delle coperture e delle controsoffittature, già definito scadente e con porzioni danneggiate o divelte» a suo tempo.

L'assessore Luigi Mastrogiacomo, delegato ai lavori pubblici e all'ambiente, fa presente che «si tratta di uno dei più grandi siti contenenti amianto a livello provinciale e con l'entrata in vigore delle nuove leggi in materia si spera che la proprietà proceda alla bonifica dell'area, per la quale il sindaco Lampazzi e l'amministrazione si battono ormai da anni. Con quest'altra ordinanza - precisa, infine, Mastrogiacomo - si alza il livello dello scontro nei confronti dei diretti interessati e stavolta il comune di Giuliano di Roma incaricherà un legale di seguirli durante l'intero procedimento»