Nuova udienza per l'inchiesta sulle presunte mazzette per i sondaggi archeologici. Venerdì, davanti al tribunale di Frosinone è stato sentito uno degli uomini del gruppo tutela del patrimonio archeologico della Guardia di finanza che, dal novembre 2010 al gennaio 2014, ha condotto le indagini. Sotto accusa sono un'assistente tecnica della Soprintendenza, Paola Quatrini, per quattro episodi di induzione indebita a dare o promettere utilità, di cui due tentati, e l'ex direttore del museo archeologico di Frosinone Dario Pietrafesa, al quale sono contestati due episodi, in concorso con l'assistente tecnica, di cui per uno, solo il tentativo. Sono difesi dagli avvocati Giampiero Vellucci, Marco Torriero e Marco Donfrancesco.

Il finanziere ha risposto alle domande del pubblico ministero Adolfo Coletta. Ha ricordato le perquisizioni condotte nel febbraio del 2014 con «sequestro di documenti e materiale informatico». Il finanziere, con riferimento alla perquisizione in casa della Quatrini, ha spiegato che, «in un caso specifico, fu utile perché rinvenimmo una relazione tecnica mai pervenuta alla Soprintendenza». Il teste ha poi spiegato, alla successiva domanda che tale documentazione doveva arrivare alla Soprintendenza perché, in assenza della quale, non si sarebbe potuto dare il nulla osta.