Migranti in protesta a Castelmassimo di Veroli: «Da due mesi siamo senza pocket money, ci serve». Bloccati in casa anche operatori e responsabile: solo dopo lunghe trattative la situazione è tornata alla normalità. Sul posto sono dovute intervenire le forze dell'ordine.

I fatti
Nella giornata mondiale del Rifugiato la Ciociaria fa i conti con l'ennesima protesta di migranti. La protesta è montata ieri a Castelmassimo, nella struttura gestita dall'associazione Integra Onlus. Gli ospiti (una ventina in tutto) hanno manifestato contro il mancato pagamento delle ricariche telefoniche inserite all'interno del pocket money quotidiano (2,50 euro) che i responsabili della cooperativa del centro distribuiscono ai rifugiati. Pocket money mancato per il secondo mese consecutivo tanto da sollevare gli animi e spingere i migranti a barricarsi nel centro d'accoglienza. Con loro c'erano anche gli operatori della struttura che hanno cercato di smorzare la tensione. È stato alla fine necessario l'intervento dei carabinieri della locale stazione al comando del luogotenente Giovanni Franzese e del personale Digos che insieme ai responsabili hanno avviato una trattativa con gli ospiti. Non si sono verificati episodi di violenza e le stesse forze dell'ordine hanno alla fine parlato di una situazione piuttosto "tranquilla" presto rientrata nella normalità.

La gestione dei fondi alle coop
I fondi alle cooperative e alle associazioni che gestiscono i Cas vengono erogati dalle Prefetture (che ricevono tutte insieme il bonifico dal Ministero dell'Interno). Ognuna ha però le sue regole di rendicontazione e i suoi tempi per girare alle associazioni i soldi dovuti (soldi che arriverebbero in media anche con 4/5 mesi di ritardo). Le spese da pagare per mandare avanti i centri di accoglienza straordinaria sono tante. Il debito in alcuni casi è diventato cronico e in molte strutture si fa fatica a garantire anche il cibo o la pulizia e l'ordinaria manutenzione. I contributi non erogati creano un danno: chi si occupa della gestione è costretto il più delle volte a chiedere ‘aiuti' agli istituti di credito per avere un anticipo senza il quale molte coop avrebbero già chiuso.
Integra Onlus gestisce in Ciociaria circa 80 rifugiati (lo scorso anno erano più di 100) dislocati nelle strutture di Veroli, Sora, Giuliano di Roma e Vico nel Lazio.
Un'associazione che si occupa di accoglienza ma che aspetta da un anno i contributi. A risentirne non sarebbero però solo i migranti. Anche gli operatori hanno diritto al loro stipendio, ma aspettano senza lamentarsi consapevoli che l'accoglienza, quella vera, va fatta con spirito di sacrificio e solidarietà.