Il Frosinone Calcio ha deciso di presentare alla Procura della Repubblica competente denuncia-querela nei confronti del patron del Palermo Maurizio Zamparini. Il sodalizio canarino lo ha reso noto con un comunicato emesso nel tardo pomeriggio di ieri.
Questo il testo della nota: «Il Frosinone Calcio S.r.l. rende noto di avere presentato alla Federazione Italiana Giuoco Calcio istanza di deroga alla clausola compromissoria/vincolo di giustizia ai sensi dell'art. 30 Statuto Federale e dell'art. 15 del Codice di Giustizia Sportiva. Ciò al fine di procedere al deposito, presso la competente Procura della Repubblica, di denuncia-querela nei confronti dal Patron dell'U.S. Città di Palermo S.p.a., sig. Maurizio Zamparini per le reiterate, gratuite, inveritiere ed intollerabili accuse da questi rivolte alla scrivente società e ai propri giocatori.
Il Frosinone Calcio S.r.l. procederà anche in sede civile onde ottenere il ristoro dei danni tutti, diretti ed indiretti, arrecati dalle condotte sopra descritte, precisando che ulteriori comportamenti illeciti e/o antidoverosi di tesserati della compagine siciliana seguiranno lo stesso trattamento».

Fin qui il testo del comunicato che segue di ventiquattr'ore il primo in cui, dopo aver fatto riferimento nella premessa «alle ripetute esternazioni rese oggi ai vari mezzi di informazione dal patron dell'Us Città di Palermo, sig. Maurizio Zamparini...» concludeva intimando che... «nessuno, però, si deve più permettere di infangare il percorso durato una stagione intera, di un fantastico gruppo, composto da dirigenti, atleti, tecnici e impareggiabili tifosi sempre ispirato al fair play, all'amicizia, ai valori fondanti dello sport, da quasi vent'anni al centro della nostra mission.
In difetto, gli autori ed i responsabili ne risponderanno in sede sportiva, civile e penale, avendo gli scriventi già conferito mandato in tal senso all'avvocato di fiducia del Club, avv. Mattia Grassani del Foro di Bologna». "Avvertimento" che il presidente del Palermo Zamparini non ha tenuto in conto, continuando nelle sue esternazioni.

Anche ieri Zamparini non è rimasto in silenzio
A Radio Kiss Kiss, Zamparini è tornato a parlare della sconfitta subita dal Palermo al termine della gara giocata allo stadio "Benito Stirpe" affermando che «è stato violato senza nessun dubbio l'articolo 17 del regolamento, la nostra richiesta è quella di ripetizione della gara o di assegnare lo 0-3 a tavolino, come riporta il codice. Vedremo cosa succederà».
Ed ancora, che «la partita del Frosinone è stata basata, come è stato visibile a tutti, sulla violenza sin dal primo minuto di gioco. Ciò che è successo a Frosinone è degno di una partita da "Terzo Mondo". Il Frosinone è stato altamente anti-sportivo e ho per questo motivo incaricato i miei avvocati di difenderci da questo episodio illegale. Sarà difficile, come sappiamo, ma noi vogliamo solo giustizia per quello che è accaduto e che ha davvero dell'incredibile». Parole dure, soprattutto se si considera che il patron rosanero Maurizio Zamparini allo stadio "Benito Stirpe" sabato sera non c'era. 

Le dichiarazioni sensate del presidente Tajani
Da parte sua il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, presente in tribuna, intervenuto a "La Politica nel pallone" su Gr Parlamento, ha dichiarato: «Sono cose che capitano, due palloni in campo non cambiano l'esito di una partita. Bisogna saper vincere ma anche saper perdere. Se qualcuno ha sbagliato deve essere sanzionato, ma non credo che due palloni abbiano cambiato il corso delle cose o che l'arbitro abbia deciso in base alle proteste del Frosinone. Succede sempre che i giocatori protestino quando c'è una decisione a loro contraria».
Sulle polemiche dopo la finale di ritorno dei play-off di serie B ha anche aggiunto: «Non mi pare che l'arbitro abbia favorito il Frosinone. Anzi, all'inizio è stato molto severo con i giocatori di casa. E poi, rivedendo l'azione quel rigore non c'era. La vittoria sul campo c'è stata, se qualcuno ha sbagliato è giusto che sia sanzionato ma non mi pare che la gara sia stata condizionata».