Il primo luglio dell'anno scorso tre persone, armate di coltello, e con il volto coperto assaltarono le Poste di Acuto. Bottino 104.000 euro in parte reinvestiti in bitcoin e in attività di ristorazione.
Le quattro persone accusate di essere gli autori del colpo (tre uomini) e la basista sono stati condannati dal tribunale di Frosinone al termine di un processo celebratosi con il rito abbreviato.

Il giudice Giuseppe Farinella, in funzione di gup, ha inflitto quattro anni ad Antonio Rosmino, 42 anni, di Afragola, ma residente ad Anagni, tre anni e quattro mesi ad Alfredo D'Amore, 57, anch'egli di Afragola, e ad Edmir Toma, 25, albanese residente ad Anagni, nonché due anni e due mesi a Sonia Parriniello, 47, napoletana, ma residente ad Anagni. Il pm aveva chiesto pene dai quattro ai sei ani, per cui gli imputati, cui sono state riconosciute le attenuanti generiche, con esclusione della recidiva contestata, se la sono cavata con pene contenute.

Rosmino, Toma e D'Amore erano accusati di esser entrati alle poste, appena il furgone portavalori aveva scaricato i soldi delle pensioni. I tre uomini avevano minacciato direttrice, impiegata e i presenti portando via 104.0000 euro delle pensioni e 500 dalle casse. Poi erano fuggiti a bordo di una Fiat Uno rubata a Ferentino qualche giorno prima, di cui Rosmino si è accollato il furto, per poi utilizzare una Dr5 condotta da Parriniello, così come ricostruito dai carabinieri di Anagni che nel giro di un mese fecero scattare gli arresti, grazie anche alle telecamere.
Contestata la violazione delle leggi sulle armi per i coltelli e, al solo Rosmino, il possesso di una pistola Beretta con relativo caricatore comprensivo di 13 cartucce, trovata dai carabinieri in una cantina della sua abitazione di via Tofe Pistone. Il collegio difensivo è stato composto dagli avvocati Chrsitian Alviani, Giuseppe Spaziani e Giampiero Vellucci.