All'indomani della scoperta del furto della tela della Madonna dei Fratelli, la tristezza e lo sconcerto continua a essere forte a Fontechiari e in tutti i fontechiaresi. Ieri mattina la chiesa di Santa Maria, dove era custodito il quadro, è stata attentamente analizzata dai carabinieri dell'aliquota operativa di Sora e della stazione di Vicalvi. I militari hanno proceduto a repertare attentamente tutte le prove che potrebbero permettere di individuare i ladri che hanno messo a segno il colpo.
L'immagine iconografica risale più o meno all'Ottocento ed è davvero difficile quantificare il suo valore, che è immenso per il cuore dei fontechiaresi. La tela rappresenta la Sacra Famiglia. Secondo la tradizione, il suo culto risale a oltre mille anni fa per opera dei fratelli Jacopo e Bernardino di Catalogna, monaci benedettini. E da allora l'effigie della Madonna è riferimento nelle preghiere dei fontechiaresi, in paese e nel mondo.

La festa della terza domenica di luglio è un giorno di comunanza al punto che dovunque ci si trovi al momento della processione, il pensiero è qui, come ricorda Giuliano Fabi, medico e appassionato di storia e cultura locale. «Il valore economico della tela - continua Fabi - è assolutamente imparagonabile al valore affettivo per cui si spera che la Madonna tocchi il cuore dei ladri e che il quadro possa ritrovare il posto che gli spetta nella chiesa di Santa Maria».
Intanto, già nelle prime ore dopo la scoperta del furto, oltre alla denuncia è partita anche la segnalazione al Comando carabinieri tutela patrimonio culturale. Nel frattempo continua il tam tam sui social network e la notizia ha raggiunto anche tanti paesani emigrati all'estero.