Il Comune di Alatri ha ordinato lo sgombero di un immobile abusivo situato in via Canarolo per portare a compimento "il procedimento repressivo per l'abuso edilizio commesso", ossia la demolizione del manufatto costruito senza alcuna autorizzazione. Si tratta di una palazzina di tre piani in cui abita una famiglia di cinque persone. È stata costruita in una zona vincolata perché vicina a un corso d'acqua. Impossibile anche condonarla. Così gli occupanti hanno tempo fino al prossimo 25 luglio per lasciarla. Se non lo faranno, il Comune si muoverà in via coattiva. È la prima volta che questa procedura viene messa in pratica. 

Il caso
Nella seduta consiliare del 17 ottobre 2016, il Comune di Alatri ha dichiarato l'esistenza di interesse pubblico per quattro opere edilizie abusive, acquisendole al patrimonio pubblico. Per una quinta, la discussione fu rinviata in attesa di acquisire un supplemento di documentazione. Si trattava proprio dell'edificio di via Canarolo, innalzato in un'area sottoposta a vincolo.
Dopo quella data, l'iter tecnico e burocratico è passato per altre tappe, con inviti diretti ai privati a rilasciare l'immobile, ma rimasti lettera morta.
La svolta è avvenuta il 25 maggio scorso, con il Comune che ha ritenuto "non più amministrativamente e giuridicamente ammissibile il perdurare di tale situazione" di abuso, imponendo perciò lo sgombero dell'edificio entro sessanta giorni. 

Le altre operazioni
Ma l'azione amministrativa non si è esaurita qui. Il 5 giugno scorso il Comune ha emesso un avviso pubblico per effettuare un'indagine di mercato finalizzata all'individuazione di operatori cui affidare i lavori di demolizione di opere abusive. Per rispondere e comunicare la propria disponibilità c'è tempo fino al 30 luglio prossimo.
Quello lanciato dall'amministrazione nei confronti di quegli abusi mai sanati o insanabili è dunque un segnale ben preciso: gli immobili non in regola andranno buttati giù. Lo stabile di via Canarolo rappresenta quindi il primo passo lungo questa (non facile) strada.