Sette anni e 4 mesi per tre albanesi, Ndricim Bejko, 35 anni, residente ad Anagni, Gerti Zyberi, 30 anni domiciliato in via Gaeta a Frosinone, Kostandin Sulonyaku, 33 anni, anche lui domiciliato in via Gaeta e Vangel Tsoulli, 63 anni, di origine greca. Ieri il rito abbreviato per i quattro arrestati a novembre scorso, nell'operazione "Neve balcanica". L'accusa per loro è di traffico finalizzato allo spaccio di sostanze stupefacenti. I tre albanesi sono difesi dall'avvocato Marco Maietta, mentre il greco dall'avvocato Giampiero Vellucci. Pena contenuta per i quattro che rischiavano fino a venti anni. Il pm aveva chiesto per loro 12 anni.

Le manette ai polsi dei quattro sono scattate l'11 novembre del 2017. Nascosti in un vano ricavato all'interno del faro di un'auto, parcheggiata in via Gaeta, nella parte bassa del capoluogo, panetti di cocaina. Undici involucri dal peso complessivo di 11 kg. Polizia e finanza, congiuntamente, sono riusciti a capire, con quegli strani movimenti nella parte posteriore di una Volkswagen Tiguan, con targa greca, che nella macchina era stato nascosto qualcosa di importante.

Circa quaranta uomini, oltre cinque ore di appostamento. Bloccate tutte le strade vicine, per renderle inaccessibili. Ma l'indagine era partita dopo una serie di controlli intorno alla stazione ferroviaria di Frosinone. Da lì erano state individuate delle zone isolate, tra cui villette con strade poco accessibili.
Nello specifico era stata notata una macchina, una Tiguan con targa greca il cui conducente effettuava manovre inusuali. Scatta l'"alert". In una stradina, vicino alle villette di via Gaeta, stando alle accuse, erano arrivati i tre albanesi che, dopo essere entrati nello stabile adiacente al parcheggio dell'auto nel mirino degli investigatori, si erano adoperati con il cacciavite a smontare il gruppo ottico posteriore sinistro della stessa auto e prelevare un involucro.

Dopo riscontri investigativi, le forze dell'ordine hanno scoperto sei mesi fa che, in quella zona, risiedeva un cittadino albanese con precedenti specifici. La Squadra Mobile della Questura, con l'ausilio della Squadra Volante, congiuntamente al Nucleo di Polizia Tributaria di Frosinone, attuarono, quindi, un servizio di osservazione per monitorare la situazione. Il sospetto era che ci fosse un'attività precedente che aveva portato dalla Germania e dalla Grecia, grandi quantitativi di droga a Frosinone. Droga probabilmente poi da smistare nelle piazze dello spaccio ciociare, ma anche a Latina e a Roma.
Un'operazione che la guardia di Finanza aveva allargato anche alle capacità economiche dei sospettati che andavano in giro con auto di lusso pur risultando disoccupati. Uno di loro aveva anche la partita IVA, ma non risultavano denunce dei redditi presentate. Gli arrestati, è emerso nell'indagine, utilizzavano anche targhe prova per non essere individuati dagli agenti nei loro spostamenti.