In Cassazione il caso Morganti. Ieri, davanti alla prima sezione della Suprema corte, è stata discussa la richiesta della difesa degli imputati di trasferire il processo in altra sede. Ognuno è rimasto sulle sue posizioni. Il procuratore generale ha chiesto di dichiarare inammissibile l'istanza così come ha fatto l'avvocato Enrico Pavia per conto della famiglia Morganti.
D'altro canto i difensori dei quattro arrestati hanno insistito con le proprie argomentazione perché venga accolta la richiesta di remissione. Ad aprile, il caso era stato affrontato dalla settima sezione della Corte di Cassazione. Anche lì il procuratore generale si era pronunciato sull'inammissibilità del trasferimento del processo in altra sede.

La Corte, tuttavia, aveva valutato la necessità di un più approfondito esame e aveva rimesso la decisione alla prima sezione della Suprema corte. Dopo l'udienza, la Cassazione si è riservata, ma la decisione potrebbe essere nota già oggi.
Per l'omicidio di Emanuele Morganti, ucciso di botte in piazza Regina Margherita ad Alatri, sono imputati Franco e Mario Castagnacci, 51 e 27 anni, Paolo Palmisani, 24, di Alatri e Michel Fortuna, 25, di Frosinone (difesi dagli avvocati Bruno Naso, Massimiliano Carbone, Angelo Bucci, Marilena Colagiacomo e Christian Alviani). I legali, quando il caso era approdato in udienza preliminare a Frosinone, avevano espresso timori per i possibili condizionamenti di cui potrebbero risentire testimoni e giudici popolari. E questo per effetto della forte esposizione mediatica del caso.