Sono riuscite a conquistare la sua fiducia, a entrare in casa e a raggirarla. Senza che lei si accorgesse che quelle attenzioni erano solo finalizzate a rubarle la collanina che aveva con sé.
L'oggetto in oro è stato portato via da due donne che ieri mattina sono entrate in azione in un'abitazione in via Perseo, a Frosinone. La vittima del furto con destrezza è stata un'anziana. Quando si è accorta dell'inganno, ormai era troppo tardi. Le ragazze si erano già dileguate a bordo di un'auto.
A quel punto non è restato altro da fare che segnalare il fatto alle forze dell'ordine. Indagini a tutto campo della polizia per cercare di identificare le autrici.

La ricostruzione
Erano circa le 11 quando le due donne,sembrerebbe di etnia rom, hanno messo a segno il colpo. Hanno raggiunto l'abitazione della signora, nella zona bassa del capoluogo.
Hanno iniziato a parlare con lei. Mai avrebbe immaginato, l'anziana, che quelle due donne, che avevano bussato alla porta della sua abitazione, potessero aver organizzato un piano per derubarla. Invece sono riuscite a portarle via la catenina, senza che lei se ne accorgesse, sicuramente mentre l'hanno abbracciata per salutarla. La frusinate si è accorta di non avere più la collana quando ormai delle ragazze non c'era più traccia. A quel punto non è restato altro da fare che lanciare l'allarme. Carabinieri e polizia si sono messi sulle tracce delle responsabili che si sono dileguate a bordo di una macchina di colore grigio.

Il fenomeno
Purtroppo, quello dei raggiri e delle truffe, a danno soprattutto degli anziani, è un fenomeno spesso alla ribalta delle cronache nazionali e locali. Vittime di falsi tecnici, corrieri, finti carabinieri, poliziotti o finanzieri, uomini o donne che si presentano nell'abitazione di persone  anziane con diversi pretesti, riuscendo a farsi consegnare soldi o preziosi, a a derubarle. Molto spesso i truffatori si presentano con un aspetto ben curato, sono gentili, ma questo non deve far cadere in errore. Se si nutrono dubbi non esitare a contattare il 112 o il 113. Le forze dell'ordine raccomandano di chiamare i familiari per accertarsi che quanto viene loro riferito da sconosciuti possa essere vero. Ma soprattutto di non aspettare a chiamare polizia o carabinieri.