L'accusa è quella di maltrattamenti in famiglia e violazione degli obblighi di assistenza familiare. Maltrattamenti subiti dalla figlia, da quando aveva otto anni d'età fino a quando lei e la madre sono state cacciate di casa. Una reazione in base all'accusa susseguente alla denuncia presentata dalla madre della piccola.
Di fronte a tale condotta il tribunale di Frosinone ha condannato R.M. 54 anni, del capoluogo, alla pena di un anno e otto mesi, nonché al risarcimento del danno nei confronti della minore, rappresentata dall'avvocato Giampiero Vellucci, da quantificare in sede civile.

La vicenda ha inizio nel 2007 e si è protratta per anni. In base a quanto ricostruito dalla questura di Frosinone, coordinata dal sostituto procuratore Barbara Trotta, l'uomo avrebbe tenuto un comportamento inappropriato di fronte a una figlia minore quale vedere dei film pornografici e porre in essere atti di autoerotismo alla presenza della minore. Il tutto come ricostruito dalla accusa sarebbe avvenuto anche nel letto matrimoniale che l'uomo condivideva oltre che con la moglie anche con la stessa ragazzina.
Incurante della loro presenza l'uomo avrebbe continuato nella sua condotta finché la moglie, stanca di subire ciò, aveva trovato la forza di denunciarlo. Per tutta risposta, l'uomo le avrebbe cacciate di casa. E da quel momento per mamma e figlia è iniziata un'altra odissea. Il pubblico ministero ha contestato la circostanza che R.M. si sarebbe totalmente disinteressato delle sorti delle due, a cominciare dalla sistemazione per passare poi al mantenimento.
Il marito è stato accusato anche di aver omesso di versare in favore della figlia l'assegno di mantenimento da 300 euro che aveva disposto il giudice. Così facendo, sostiene l'accusa, maltrattava la ragazza «sottoponendola ad un regime di continue sofferenze».

La denuncia presentata dalla donna ha prodotto l'apertura di un procedimento penale che portava prima al rinvio a giudizio e poi alla condanna dell'uomo. Il tribunale, infatti, gli ha inflitto una pena detentiva di un anno e otto mesi. «È stata sanzionata esemplarmente una condotta assolutamente riprovevole perché immorale in sè e per sè e perché proveniente dal padre che avrebbe dovuto offrire ben altro esempio», ha commentato l'avvocato Giampiero Vellucci che ha perorato la causa della minore.