Dalla droga alla vendita di un televisore sotto costo, passando per una rapina. Uno degli imputati minori nel processo agli Intoccabili, per lo spaccio di droga nel capoluogo, finisce nuovamente nei guai. Questa volta è indagato per il reato di rapina aggravata. S.P., 33 anni, frusinate, è stato raggiunto dall'avviso di conclusione delle indagini preliminari a seguito di un episodio risalente al 3 marzo dello scorso anno. Secondo quanto ricostruito nell'inchiesta, indagato e parte offesa avevano avuto dei contatti via computer con Messenger. Contatti finalizzati alla vendita di un televisore per il quale S.P.
avrebbe proposto un prezzo molto competitivo. Un'offerta particolarmente allettante alla quale la vittima non ha saputo resistere. Così i due si sarebbero accordati per vedersi e concludere l'affare.

In quell'occasione, tuttavia, è successo qualcosa di strano che ha portato prima alla denuncia, poi all'apertura di un'indagine che ora si è conclusa in attesa delle determinazioni della procura. L'indagato, difeso dall'a vvocato Antonio Ceccani, ha venti giorni di tempo per farsi interrogare o produrre delle memorie, dopodiché scatterà l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio per la fissazione dell'udienza preliminare. Stando alle accuse, dunque, anziché portare il televisore, S.P. si sarebbe presentato armato di una pistola a tamburo e con questa avrebbe minacciato di morte l'uomo interessato ad acquistare l'apparecchio. Per effetto di quelle minacce sostiene l'accusa la vittima sarebbe stata costretta a consegnare 500 euro, verosimilmente il prezzo pattuito per l'acquisto della televisione. Una volta tornato a casa, è partita la denuncia.