Nuovo sopralluogo della Asl ieri al centro d'accoglienza di Castelmassimo sgomberato alcuni giorni fa. La coop è ora in attesa di nuove direttive dalla prefettura.
Un blitz delle forze dell'ordine aveva costretto gli ospiti della casa d'accoglienza "Don Andrea Coccia", gestita dalla cooperativa sociale Diaconia, a lasciare i locali di Castelmassimo.
Gli ispettori della Asl avevano dichiarato la struttura (un appartamento di 100 metri quadrati) in condizioni igienico-sanitarie precarie: vernice screpolata e in alcune parti rigonfia e distaccata, carenza di finiture e maioliche scollate in cucina. E ancora prese, interruttori e punti luce al limite della sicurezza. Tanto da chiedere al sindaco di ordinare lo sgombero.

La coop si era subito attivata. «Alla richiesta degli organi preposti, ci siamo resi immediatamente disponibili e in circa 24 ore abbiamo risolto le istanze che hanno portato all'ordinanza di sgombero», aveva fatto sapere qualche giorno fa, protocollando al contempo la richiesta di nuova ispezione negli uffici degli organi competenti. Ispezione che non si è fatta attendere.
«La Asl è tornata questa mattina alle 10.30 (ieri, ndr) -ha annunciato Luigi Ricciardi, responsabile dell'area accoglienza di Diaconia- Abbiamo ottemperato alle richieste indicate nell'ordinanza del sindaco e quindi ci sono tutte le condizioni igienico-sanitarie nonché quelle riferite alla legge sull'abitabilità. La casa può essere riutilizzata, attendiamo al momento solo nota formale da parte della prefettura per far rientrare i migranti».
Per gli ispettori Asl, dunque, non ci sarebbero più problemi: i migranti ospiti del centro potrebbero rientrare anche in settimana