Saranno le perizie dei dottori Daniela Lucidi (per la Procura) e Giuseppe Manciocchi (per la difesa) a far luce su una morte sospetta avvenuta nel carcere di Frosinone tre anni fa.
Vittima un uomo di 60 anni, mentre a essere indagato per omicidio volontario è Daniele Cestra, 43 anni di Sabaudia, che in carcere ma ora in un'altra località sta scontando la condanna definitiva per aver ucciso a San Felice Circeo un'anziana di 81 anni. Era il 2013.

Le operazioni peritali sul decesso sospetto avvenuto dietro alle sbarre del carcere -un'integrazione rispetto a quelle già eseguite- vanno avanti ormai da oltre due mesi.
Novanta i giorni di tempo concessi dal pubblico ministero Vittorio Misiti, titolare dell'inchiesta. Le operazioni sono particolarmente complesse. Il medico legale sta infatti esaminando in particolar modo il collo del defunto, trovato impiccato in cella. La perizia servirà a chiarire se si sia trattato di strangolamento o di soffocamento.
Resta da chiarire, insomma, se il 60enne sia stato ucciso e poi impiccato e quindi se sia stato un omicidio volontario, per il quale è indagato Cestra, assistito dagli avvocati Angelo Palmieri e Sinuhe Luccone o se si sia trattato invece di un suicidio.

Daniele Cestra è indagato anche per un'altra morte poco chiara avvenuta sempre nel carcere di Frosinone, quella risalente invece al 2016. La pena che sta scontando è invece relativa all'omicidio avvenuto nel 2013 a Borgo Montenero. Vittima un'anziana, 81 anni, alla quale furono sottratti 50 euro, una vecchia pistola e una fisarmonica. Cestra dopo il fermo, difeso da un avvocato d'ufficio, ha confessato il delitto davanti al pm. Dopo una condanna a 30 anni in primo grado, assistito dagli avvocati di fiducia Angelo Palmieri e Sinuhe Luccone, è stato condannato a 18 anni in Appello. Sentenza poi confermata in Cassazione e dunque condanna definitiva