Un borsello lasciato su un muretto ai giardinetti della stazione. Quindi il furto e la rabbia del derubato che ha cercato di farsi giustizia da sè. Teatro dell'ennesimo episodio di violenza sono i giardinetti della stazione. Ancora una volta a far parlare di sè sono i richiedenti asilo che stazionano ai giardinetti, praticamente da mattina a sera, senz'altra occupazione. Una situazione segnalata da molti che rischia di degenerare da un momento all'altro, come dimostra anche il grande clamore seguito all'arresto del ventenne nigeriano (con due condanne alle spalle a quattro anni e a otto mesi) che ha colpito tre carabinieri ed ha patteggiato una pena a due anni e mezzo, salvo poi ritornare in libertà.

Questa volta la lite ha riguardato un furto, ma ha portato gli agenti della polfer, intervenuti, a sedarla, a sequestrare un po' di droga, ovvero quattro bustine contenenti cannabis per un peso di 4,44 grammi. Lunedì sera l'attenzione della polfer è stata attirata dalle urla provenienti dalla stazione. I poliziotti dell'ispettore capo Roberto Mastracco hanno subito identificato tre richiedenti asilo che stanno discutendo animatamente: hanno 28, 23, 21 anni e sono originari rispettivamente del Gambia, del Senegal e della Nigeria. Motivo del contendere secondo quanto accertato dagli agenti è il furto di 65 euro lamentato dal nigeriano, di cui viene accusato il più grande dei tre.

Ma non solo, mentre gli agenti stavano accertando la dinamica dei fatti, lo stesso gambiano credendo di passare inosservato, tentava di disfarsi di un involucro, gettandolo per terra. Gli agenti, però, lo hanno visto e hanno recuperato il pacchetto contenente quattro bustine di cannabis per un peso di 4,44 grammi, come accertato successivamente dalla polizia scientifica. Addosso all'uomo vengono poi trovati i 65 euro rubati dal portafoglio del nigeriano. Al ventottenne vengono contestati il furto e la detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. I soldi saranno restituiti al nigeriano.
La zona dei giardinetti, peraltro, è già stata segnalata in passato come luogo di spaccio di sostanze stupefacente.
E, in qualche occasione, sono stati utilizzati anche richiedenti asilo, magari ingaggiati per pochi euro.