Le intercettazioni telefoniche, i pedinamenti, i sequestri e gli arresti. E i tentativi di riorganizzarsi reperendo nuovi basi dove custodire la droga. Questo e altro ha ricostruito uno degli ispettori di polizia che ha condotto le indagini sugli Intoccabili. Se i vertici dell'organizzazione hanno scelto il rito abbreviando, venendo condannati pure in Appello, gli altri 54 coinvolti nell'operazione, condotta da carabinieri e polizia, sono a giudizio davanti al tribunale di Frosinone. L'agente, già sentito nella precedente udienza, ha risposto alle domande del pubblico ministero Adolfo Coletta. Ha riferito di un'attività di spaccio fuori Frosinone, tra Torrice, Boville Ernica, Veroli e Monte San Giovanni Campano, condotta non da postazioni fisse, ma a chiamata.

L'attività di indagine si è poi concentrata sull'approvvigionamento di hashish da Milano. Secondo le accuse, i viaggi servivano a rifornire un gruppo di albanesi con base ad Anagni. E proprio lì, all'uscita dell'autostrada il 14 giugno 2013 ci fu il sequestro di dieci chili di hashish con l'arresto del trasportatore, mentre gli albanesi tornavano in Ciociaria in treno.
Sempre grazie alle intercettazioni ci fu anche il sequestro di un chilo e mezzo di cocaina a Frosinone. A seguito di questi sequestri, l'agente ha ricordato la necessità del gruppo di organizzare nuove basi di spaccio, come quella di via Valle Fioretta,e anche un tentativo, non andato a buon fine, di ottenere la droga in conto vendita.

Ripercorsi anche i contatti con un gruppo di napoletani, l'attività delle famiglie rom, sempre però con piccoli quantitativi, per evitare guai grossi in caso di arresti. L'agente ha ricordato che l'attività di spaccio si svolgeva tra via San Giuliano, via Maria, corso Lazio e viale Grecia. Ripercorsi anche i contrasti con i vertici dell'organizzazione, quando i rom decisero di rifornirsi anche attraverso un nuovo canale di albanesi. Lo scontro, anche a colpi di pistola, venne poi ricomposto con l'intervento dei capi. L'audizione è stata aggiornata per consentire alla difesa (avvocati Christian Alviani, Antonio Ceccani, Tony Ceccarelli, Francesco Galella, Rosario Grieco, Nicola Ottaviani, Marco Maietta, Angelo Micheli, Filippo Misserville, Antonino e Calogero Nobile, Eliana Scognamiglio, Luigi Tozzi, Giampiero Vellucci) di controinterrogare il teste.