Si aprono spiragli importanti per un possibile trasferimento della sede di rappresentanza del Comune di Frosinone da palazzo Evangelisti a palazzo Munari, la sede della ex Banca d'Italia. La missione dell'assessore al patrimonio Pasquale Cirillo presso il Dipartimento Immobili e Appalti dell'istituto di via Nazionale a Frascati, con il direttore Luigi Donato, ha portato buoni frutti. Dopo un primo irrigidimento della Banca d'Italia sull'ipotesi di comodato d'uso gratuito (nell'ottobre scorso in una lettera di risposta a una missiva del Comune era stato scritto che «è intendimento della Banca alla vendita o in subordine alla locazione dell'immobile»), si è tornati a respirare un'aria possibilista, sempre che il tutto sia compatibile con la legislazione vigente. L'unico ostacolo parrebbe rappresentato dai vincoli imposti dal trattato di Maastricht in termini di rispetto del patto di stabilità interno. Tuttavia, ad una prima esegesi del dettato del documento non dovrebbero esserci particolari problemi. Restano in piedi anche le altre ipotesi residuali, ovvero quelle di una locazione e di acquisto dell'immobile, qualora ci sia il via libere della Corte dei Conti (il Comune di Frosinone è ancora sotto piano di rientro) e ci fosse la disponibilità in cassa di fondi, ma in questo senso l'Ente di piazza VI dicembre è in attesa di incassare circa 5 milioni di euro da oneri concessori e diritti di superficie.

Intanto, nelle more di capire quale delle tre soluzioni sia la più praticabile e vantaggiosa per il Comune, a breve è previsto un sopralluogo da parte dell'assessore Cirillo, con i tecnici comunali, nell'immobile di via del Plebiscito, per avere contezza anche di quale sia lo stato dei luoghi e per stimare, in linea di massima, i costi da affrontare per adeguare gli ambienti alle mutate esigenze. Con l'interessamento, poi, dei rappresentanti istituzionali nazionali e sovranazionali la partita potrebbe essere chiusa in maniera più semplice.
«Si sono aperti scenari molto importanti - ha detto l'assessore Pasquale Cirillo - adesso, in questa fase, dobbiamo capire bene quale sentiero imboccare. La volontà dell'amministrazione c'è e, qualora ci fossero le condizioni giuste, non ci tireremo indietro. Sarebbe un risultato di portata storica per la città».
Il palazzo ex Banca d'Italia è stato inserito, tra quelli storici da recuperare, nel piano di gestione "Frosinone Alta" portato avanti dall'assessorato al centro storico per il quale ha la delega Rossella Testa, e nelle intenzioni dell'amministrazione Ottaviani lì potrebbero trovare posto, compatibilmente con la grandezza degli spazi e degli ambienti, gli uffici di rappresentanza del sindaco, degli assessorati, quelli dei gruppi consiliari, l'aula consiliare e l'archivio storico comunale. Inoltre, cosa di non poco conto, si riattiverebbe un punto di grande importanza del centro storico tanto che il piano di gestione di "Frosinone Alta" ha individuato la sede della ex Banca d'Italia come uno degli elementi che possono veicolare la ripresa della parte antica del capoluogo. Costruito a partire dal 1854 sul sito dell'antica chiesa di Santa Lucia, il palazzo, che fino alla chiusura, il 10 ottobre 2008, ha ospitato gli uffici della Banca d'Italia, fu fino alla seconda guerra mondiale la caserma dei reali carabinieri. In precedenza era stato anche sede dei gendarmi pontifici. Il basamento è quello originario mentre i piani sopraelevati sono stati ricostruiti dopo il secondo conflitto bellico mondiale, essendo stato il palazzo pesantemente danneggiato dai bombardamenti come la quasi totalità degli immobili di Frosinone. Prima che diventasse sede della Banca d'Italia ha ospitato ancora per qualche periodo gli uffici del comando provinciale dei carabinieri. Oggi si spera che possa diventare la sede di rappresentanza del Comune di Frosinone.