Harmony Godsent, il ventenne di nazionalità nigeriana che mercoledì ha steso al suolo con un pugno all'altezza dell'orecchio l'appuntato scelto dei carabinieri, di condanne in Italia ne aveva già collezionate un bel po'. E dopo l'episodio di mercoledì tutti si aspettavano che finisse in galera. Invece no: è a piede libero, anche se gli sono stati inflitti 30 mesi.
Il giudice, non essendo eseguibile tecnicamente l'espulsione in attesa dell'esame della richiesta per lo status di rifugiato, lo ha rimesso in libertà. Ed inevitabilmente l'atteggiamento dei cittadini nei confronti degli immigrati è mutato e sta diventando sempre meno tollerante.

Cresce la diffidenza. Cresce la paura. Cresce l'ostilità. E non per razzismo, come ha tenuto a sottolineare e a rimarcare la maggior parte dei cittadini ascoltati. Ma semplicemente perché il messaggio che è stato lanciato, rimettendo in libertà il ventenne nigeriano, è stato chiaro: qui è lecito tutto, anche l'illecito.
«Come si fa a mettere in libertà una persona che ha colpito un carabiniere creando tra l'altro il panico tra i clienti delle Poste? Chi ci assicura che fatti come questi non si ripetano più? Lo status di rifugiato politico non può essere una scusante per permettere a queste persone di fare quello che vogliono perché tanto rimangono impuniti. Un richiedente asilo dovrebbe comportarsi in modo civile verso il paese che lo sta ospitando, magari rendendosi anche utile in qualche modo».

E l'idea d'integrazione, con questi presupposti, diventa sempre più lontana. La colpa? A detta di molti delle istituzioni, che non sono in grado di gestire questa situazione.
Istituzioni che non fanno altro che fare leva sul sentimento, sulla pietà comune che caratterizza la maggior parte delle persone. E questo ovviamente a discapito loro.
Ma anche della politica, per i troppi interessi economici che ci sono dietro i flussi migratori.
I cittadini quindi si sentono poco tutelati, nonostante il controllo da parte delle forze dell'ordine soprattutto fuori dai supermercati, come ci confermano alcuni dipendenti, si fa sentire.
E non chiedono molto, ma soltanto leggi serie, severe e l'espulsione immediata di chi delinque. Come dargli torto.