Non era domiciliato nella casa parrocchiale di Castelmassimo come aveva impropriamente dichiarato, Harmony Godsent, 20 anni, nigeriano, che mercoledì scorso, dopo aver seminato il panico nell'ufficio postale di via Fosse Ardeatine ha aggredito e ferito i carabinieri.
La sua era una occupazione abusiva, e nonostante fosse stato redarguito diverse volte dagli operatori Caritas e Diaconia, che si occupano dell'accoglienza dei richiedenti asilo nella zona verolana, ha continuato a farsi scivolare le diffide. Diffide sia da parte della centro che dei carabinieri.

E così, in particolare nei mesi di ottobre e novembre scorso, si intrufolava di notte nella struttura per trovare un "suo" posto dove dormire. Ultimamente andava sporadicamente, l'ultima volta qualche settimana fa.
«A partire da ottobre 2017, gli operatori Caritas e Diaconia hanno più volte segnalato alle forze dell'ordine, l'occupazione abusiva e non autorizzata della casa parrocchiale, a Castelmassimo -sottolineano i responsabili del centro- I primi interventi dei carabinieri sono partiti su nostra richiesta, e in una occasione il giovane è stato condotto in caserma. La persona più volte redarguita ha sempre dimostrato riluttanza sia alle nostre diffide, che a quelle delle forze dell'ordine. Siamo a conoscenza del fatto che abbia dichiarato impropriamente di essere domiciliato nella casa di Castelmassimo, escludiamo di aver sostenuto economicamente o di aver offerto accoglienza ad Harmony Godsent». Allo stesso tempo, gli operatori Caritas e Diaconia esprimono viva solidarietà per i carabinieri aggrediti.

Ricordiamo che Harmony Godsent è arrivato in Italia nel 2016, in Ciociaria lo scorso anno, ospitato in un centro gestito dalla cooperativa "Insieme" di San Giovanni Incarico, ma da dove poco dopo è andato via. Non si è presentato nemmeno davanti alla commissione prefettizia per il riconoscimento dello status di rifugiato politico. Da ottobre e fino a qualche settimana, ogni tanto raggiungeva, di notte, la casa parrocchiale di Castelmassimo per dormire, "abusivamente".