Ogni due giorni in Italia una donna viene uccisa. Lo scorso anno sono state 120 le vittime ammazzate. Quasi sette milioni di donne hanno subìto qualche forma di abuso nel corso della loro vita. Violenze domestiche, stalking, stupro, dove sempre più frequentemente l'estremo di tutto è rappresentato dal femminicidio. Negli ultimi 5 anni si sono registrati 774 casi di omicidio di donne, una media di circa 150 all'anno. In Italia l'82% dei delitti commessi a scapito di una donna risultano essere femminicidi.

La via maestra per tentare di arginare un fenomeno in costante crescita resta quella delle risposte culturali ed educative, ancor prima di quella giudiziaria. Una strada in salita ma che va necessariamente percorsa con tenacia senza se o ma di sorta. È questo lo spirito di "Fammi rinascere", l'interessante convegno promosso dal centro anti violenze distrettuale per dire "No" alla violenza di genere che avrà luogo domani alle 9 presso il teatro comunale di Fiuggi. «Tratteremo il tema della violenza di genere a 360° spiega la coordinatrice Michaela Sevi dalla dimensione del problema, alla violenza di genere, il profilo del violento, della vittima e la circolarità della violenza. Ed inoltre, la gestione delle violenze nella fase acuta, donna e lavoro e un punto di interfaccia con le istituzioni e l'associazionismo».

Tra gli obiettivi del convegno anche quello di sensibilizzare sul tema gli enti locali preposti. Con un sogno nel cassetto che resta quello di vedere al più presto realizzata, nell'area del nord Ciociaria, una struttura residenziale a carattere comunitario che offra ospitalità e assistenza a donne vittime di violenza fisica o psicologica. Un drammatico fenomeno che registra ancora importanti punte di sommerso e che nella realtà risulta essere più frequente rispetto ai dati statistici rilevati.
Certamente una esigenza primaria che risolverebbe i disagi che vedono oggi le donne del distretto sanitario costrette ad emigrare e chiedere asilo in case famiglia lontane.