Benzina venduta sottocosto, ma con il trucco. Ne è convinto il procuratore di Frosinone Giuseppe De Falco che ieri ha portato i 13 indagati davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Frosinone. Tra queste ci sono i due titolari del distributore, due addetti, due autisti abruzzesi incaricati dalla società madre del trasporto, cinque carabinieri nonché un paio di clienti che andavano a rifornirsi a Torre Cajetani. Le accuse vanno dalla ricettazione all'appropriazione indebita,mentre al titolare dell'impianto e a un maresciallo dell'Arma, successivamente trasferito, è contestato il reato di corruzione in concorso.

Nel corso dell'udienza due dei carabinieri hanno chiesto di essere processati con il rito abbreviato condizionato all'audizione di uno dei computati, in quattro, ovvero tutti quelli che lavoravano all'epoca dei fatti nel distributore, compresi i gestori, hanno optato per il patteggiamento. Le richieste sono state ammesse dal giudice Ida Logoluso che le vaglierà la prossima udienza, a ottobre, quando l'intero caso verrà discusso dal pm e dai legali (il collegio difensivo è composto dagli avvocati AngeloTesta, Silvio Grazioli, Sandro Di Meo, Nicola Ottaviani, Costantino Ambrosi, David Conti, Aldo Grilli e Francesco Sessa).

Secondo l'accusa due trasportatori (imputati di appropriazione indebita) che rifornivano in Abruzzo un distributore della stessa marca portavano di nascosto una parte della benzina a Torre Cajetani e la piazzavano a 0,50 euro a litro. In Ciociaria, invece, la benzina veniva venduta a 0,90 euro nelle taniche. Il traffico è stato scoperto grazie ad alcune telecamere piazzate dalla squadra mobile di Frosinone per un'inchiesta sulla droga.
Il maresciallo dell'Arma si trova indagato per corruzione per aver chiesto informazioni sull'inchiesta per droga per conto dell'amico e per aver redatto una denuncia di furto per conto del titolare del benzinaio e averlo aiutato in attività commerciali. Agli altri carabinieri (all'epoca, nel 2017, in sevizio tra Guarcino, Fiuggi e Trevi), è contestata la ricettazione per aver acquistato carburante di provenienza illecita.