Orgoglio e soddisfazione trasparirono quel 18 maggio 1968, giustamente, dalle parole del commendator Pietro Zeppieri, presidente in quegli anni della compagnia di assicurazioni "L'Edera": «La presenza del ministro Andreotti – disse Zeppieri – la salutiamo e l'accogliamo come un alto riconoscimento per la nostra iniziativa, come un premio per tutti coloro, dai progettisti alle maestranze che hanno lavorato alla sua realizzazione, come un auspicio, infine, per tutti coloro che in questi ambienti e in questi uffici presteranno la loro opera».

«Il nuovo centro direzionale di Frosinone – continuò Zeppieri – al di là della sua struttura e consistenza, è destinato, nei nostri propositi e nella nostra aspirazione, ad inserirsi in una posizione d'avanguardia nel grande e ambizioso schieramento che vede la nostra provincia proiettarsi con decisione verso più alte mete di progresso civile, di sviluppo sociale ed economico. La Ciociaria si sta riscattando da un tradizionale, secolare abbandono e i segni, le testimonianze del crescente fervore di opere e di iniziative, già lasciano intravedere il volto moderno che essa è destinata ad assumere».
«Non è uno sconvolgimento – concluse Zeppieri – quello che auspichiamo e per il quale lavoriamo, ma un nuovo passo avanti nel processo di trasformazione e di crescita della nostra società: una modernizzazione che non contrasti o sacrifichi nessuno dei grandi valori di antica civiltà, di saggezza, di laboriosità e di tenacia che sono propri della nostra gente, ma che li esalti, invece, e consenta loro di espandersi, come la nota caratteristica di cui tutta la Ciociaria è fiera. È per ciò che ci piace presentare questa nostra realizzazione come un traguardo, ma come una tappa: come simbolo e impegno di progresso per Frosinone, per la Ciociaria, per la regione laziale e per tutto il nostro Paese»