Nei giorni in cui la nostra città festeggiava e celebrava l'inaugurazione del grattacielo "L'Edera", a Frosinone, il mondo viveva mesi di grande fermento. Ma anche di grande turbamento. Storico, politico, economico e culturale. Il 1968 fu infatti l'anno degli assassini di Martin Luther King (4 aprile) e Robert Kennedy (5 giugno), dell'invasione russa della Cecoslovacchia (20-21 agosto), dei Giochi Olimpici di Città del Messico (12 ottobre), dell'elezione a presidente degli Stati Uniti di Richard Nixon (5 novembre). Ma, nell'immaginario collettivo, quell'anno è noto soprattutto per la "Rivoluzione studentesca", che si scatenò in tutto il mondo, e trovò in Francia la sua più evidente e cruenta manifestazione europea. Anche nel nostro paese molte delle facoltà universitarie furono occupate. E talvolta questo avvenne dopo scontri assai cruenti (si pensi infatti, ad esempio, ai gravi fatti di Valle Giulia a Roma del 4 marzo).

L'Italia, in quei mesi, era peraltro ancora ferita e scossa dai gravi effetti del terremoto del Belice (14-15 gennaio), che aveva causato un numero di morti non dissimile da quello recente de L'Aquila. Il giorno dopo l'inaugurazione del grattacielo L'Edera (il 18 maggio) si svolsero, nel nostro paese, le elezioni politiche. L'affluenza degli elettori fu altissima (soprattutto rispetto agli standard odierni), e infatti si recò alle urne il 92,8% degli aventi diritto. La consultazione elettorale sostanzialmente confermò il successo della Democrazia Cristiana (la quale ottenne il 39,1% dei consensi, e restò al governo) e del Partito Comunista (che ebbe il 26,9% dei voti e così ribadì il suo ruolo di partito leader dell'opposizione). Di lì a poco, Giovanni Leone sarebbe stato incaricato di formare il nuovo Esecutivo.

Ma che Italia era quella dei mesi in cui il grattacielo L'Edera veniva costruito e inaugurato?
Era un'Italia che si godeva gli ultimi anni del boom economico, e che (senza ancora saperlo), si avviava purtroppo a vivere gravi crisi economiche e il dramma del terrorismo politico.
Era un paese che sugli scaffali delle librerie trovava "L'opera al nero" di Marguerite Yourcenar, "Il partigiano Johnny" di Beppe Fenoglio, "Il primo cerchio" di Aleksandr Solzenicyn, "L'occhio del gatto" di Alberto Bevilacqua (che nel 1968 vinse il Premio Strega), "L'avventura di un povero cristiano" di Ignazio Silone (che quell'anno si aggiudicò il Premio Campiello), ma soprattutto "L'istituzione negata", rivoluzionario saggio di Franco Basaglia sulla condizione dei malati mentali negli ospedali psichiatrici del nostro paese.

Era l'Italia che, al cinema, andava a vedere film memorabili, tra i quali "2001 – Odissea nello spazio", diretto da Stanley Kubrick, "C'era una volta il west" di Sergio Leone, "Il pianeta delle scimmie" di Franklin J. Shaffner (con uno dei "finali" più belli di sempre), "Rosemary's baby" di Roman Polansky (pellicola che trasportava sul grande schermo la geniale trama dell'omonimo romanzo di Ira Levin), ma anche "Il giorno della Civetta" di Damiano Damiani, tratto dal capolavoro di Leonardo Sciascia, e il divertente "Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?" con i grandi Alberto Sordi e Nino Manfredi.
Era, infine, un paese che sui suoi giradischi lasciava suonare "The white album" dei Beatles, i suoni psichedelici di "A sourceful of secrets" dei Pink Floyd, la coinvolgente marcetta di "Azzurro", scritta da un emergente Paolo Conte e portata al successo da Adriano Celentano, la surreale "Vengo anch'io, no tu no!" di Enzo Jannacci, l'ottimistica "Meraviglioso" di Domenico Modugno (recentemente rispolverata dai Negramaro), la ruvida "Deborah", cantata da Fausto Leali e Wilson Pickett, la sensuale "La bambola" di Patty Pravo, ma anche le note poetiche di Fabrizio De André e il suo famoso album "Tutti morimmo a stento".
Fu un anno, il 1968, che lasciò un segno indelebile nella storia recente del nostro paese. E, grazie al grattacielo L'Edera, anche della nostra città.


CHI C'ERA QUEL GIORNO
Oltre al ministro Andreotti, il giorno dell'inaugurazione del grattacielo erano presenti il sottosegretario all'agricoltura senatore Dante Schietroma, il prefetto Ciro Conte,
il vescovo monsignor Giuseppe Marafini, il commissario prefettizio al Comune di Frosinone Bevilacqua, il ragioniere generale dello Stato professor Stammati, l'avvocato generale dello Stato avvocato Inglese, il presidente del Banco di Sicilia De Martino, il questore di Frosinone Annunziata, gli onorevoli Evangelisti, Fanelli, Palmitessa, Greggi, il presidente della Camera di Commercio di Frosinone avvocato Frezza, il presidente del Consorzio Industriale Battista, il direttore della filiale di Roma della Fiat
Del Pesco e molti, molti altri.