A volte gli stereotipi possono essere veri. Più veri anche di una commedia all'italiana di terz'ordine. Sposare un siciliano e poi scoprire che è geloso poteva anche essere messo in preventivo da una quarantenne frusinate. Che però non ha accettato il fatto che il coniuge fosse entrato in possesso delle sue password e la spiasse - come da lei denunciato alla procura di Messina - nelle sue comunicazioni per via telematiche e nelle sue discussioni sui social network.
A scoprirlo nel modo peggiore, quando lui gli ha notificato gli atti della pratica di separazione con addebito. Da quelle conversazioni intercettate, l'uomo, infatti, era convinto di poter dimostrare i presunti tradimenti della moglie. E ha intrapreso una causa civile, ma per tutta risposta lei ha deciso di sollecitare un'azione penale nei suoi confronti.
Tutto inizia anni fa quando la donna, una quarantenne del capoluogo, dopo aver rotto con il precedente marito, decide di concedersi una vacanza a Taormina. Lì conosce il suo nuovo marito, fa il bagnino e gestisce uno stabilimento balneare. Lui è più grande di qualche anno, ma ha un fisico palestrato, allenato ai remi e alle uscite in barca. I due si piacciono, si frequentano e convolano a nozze. Non avendo più motivo di stare a Frosinone, la donna, che fa la casalinga, decide di trasferirsi in Sicilia per seguire le attività del marito. Lei di tanto in tanto ritorna a Frosinone per stare vicino alla famiglia. Il che, oltre alle nuove amicizie in Sicilia, non fa che aumentare la gelosia del siciliano.
Oltre alla vita reale, l'uomo, stando a quanto denunciato dalla frusinate, decide di monitorare anche la sua vita virtuale. Così si sarebbe fatto installare un programma sul proprio computer per seguire a distanza le attività del computer della consorte. In tal modo sarebbe riuscito anche a impossessarsi delle password di accesso alla posta elettronica e ai social network. All'uomo non piace ciò che legge. E comincia a sospettare che i viaggia a Frosinone nascondano la frequentazione con un altro uomo. Così, quando lei decide di far ritorno nella città d'origine per una pausa di riflessione, il bagnino sceglie di andare dall'avvocato. E avvia la causa di separazione con addebito nei confronti della moglie. A riprova delle sue ragioni produce alcuni screenshot di conversazioni su internet con il presunto amante. Quindi notifica il ricorso anche alla moglie. Lei, che si fa assistere dagli avvocati Stefano Popolla e Carlo Mariniello, quando vede quelle carte strabuzza gli occhi. Quindi decide di presentare una denuncia con la quale al consorte contesta due reati: accesso abusivo a un sistema informatico e violazione di corrispondenza. La querela, in automatico, confluisce nel fascicolo della separazione. E dato che, secondo la denuncia, nella causa di separazione vi sono contenuti atti acquisiti illegalmente questi sono stati eliminati dalla causa civile. Che ora rischia di trasformarsi in addebito per il marito.