Spaccio nel capoluogo, si indaga a 360 gradi. Dopo le recenti condanne confermate per gli Intoccabili e le ultime operazioni antidroga, l'attività di carabinieri e polizia prosegue per stroncare soprattutto i principali canali di distribuzione dello stupefacente. Nell'ambito di uno di questi filoni sotto inchiesta sono finiti in sei. Per loro è arrivata una proroga, per altri sei mesi, delle indagini preliminari svolte congiuntamente dall'Arma e dalla questura. Le investigazioni riguardano due punti nevralgici della città, spesso nel mirino delle forze dell'ordine nel corso di operazione di contrasto allo spaccio di stupefacenti. L'inchiesta riguarda in modo particolare via Bellini e la zona del Casermone. L'indagine aperta nei confronti dei sei, alcuni dei quali difesi dagli avvocati Tony Ceccarelli e Marco Maietta, scadeva lo scorso mese. Tuttavia, la procura di Frosinone ritenendo necessari ulteriori accertamenti sull'attività posta in essere ha deciso di non chiudere la stessa. Così ha notificato ai diretti interessati un avviso di proroga dell'inchiesta che potrà andare avanti quasi fino al termine dell'anno.
Le operazioni delle forze dell'ordine, peraltro, proseguono quasi a ritmo quotidiano. Nonostante arresti, sequestri, condanne, alcune delle quali, anche pesanti, recentemente confermate a Roma dalla Corte d'appello, come è nel caso degli Intoccabili, resta sempre altra la richiesta di sostanze stupefacenti e, conseguentemente, anche l'offerta si adegua. Una situazione più volte denunciata, anche pubblicamente, perché il problema venga affrontato non solo da un punto di vista repressivo, ma anche da un punto di vista sociale.
Del resto, invita a riflettere anche quanto accaduto in settimana. La polizia, infatti, ha arrestato due persone e denunciato una terza che avevano pensato di sfruttare l'andirivieni di genitori che vanno a riprendere i loro figlia alla materna di via De Mattias per far sì che gli acquirenti passassero inosservati. Non sapevano, però, che altrettanto inosservati si sono piazzati gli agenti delle volanti che hanno effettuato pedinamenti e videoregistrazioni delle attività. Quindi il blitz con gli arresti e, dopo l'udienza, di convalida l'obbligo di dimora con divieto d'uscita dopo le ore 21 fino alle 7. Anche questo un modo per frenare l'attività.