Una vita trascorsa insieme. Poi la separazione e le difficoltà a elaborare la rottura. Quindi un atteggiamento violento nei confronti della ex, costata una condanna a un anno.
I protagonisti di questa storia sono due quarantenni fiuggini. I due dopo essersi conosciuti e frequentati per un po', decidono di andare a convivere. Una convivenza come tante altre che si protrae per parecchi anni. Una routine che, a un certo punto, si inceppa. Le cose tra i due cominciano a prendere una piega diversa e lontana da quella dei primi anni. E iniziano i problemi.
Lei comincia a pensarci su e poi decide per una scelta decisiva. Dopo otto anni, le strade dei due si separano. La donna comunica la sua decisione di troncare la convivenza e se ne va di casa. Ma non fa i conti con la reazione dell'ex compagno. Questi non si rassegna, conta in una riappacificazione e in una nuova opportunità. E così comincia a seguire la donna. Pensa che lei voglia rifarsi una vita e magari legarsi ad altri. Un giorno la incontra per strada e la insegue. Lei denuncerà di esser stata speronata, quindi costretta a scendere dalla vettura. Lui le avrebbe tirato i capelli e percossa.

La donna, stanca di quelle attenzioni non più gradite, decide di presentare una denuncia nel 2013. Al che segue un provvedimento del tribunale di non avvicinamento. L'uomo, in pratica, deve stare alla larga dalla casa della donna e dai luoghi da lei frequentati. Nel frattempo la denuncia fa il suo corso e l'uomo viene rinviato a giudizio. Finisce sotto processo per stalking. Lei si costituisce parte civile e si affida all'avvocato Donatella Ceccarelli. All'ultima udienza il pubblico ministero chiede una condanna a dieci mesi. Il giudice monocratico del tribunale di Frosinone Giuseppe Farinella decide per una condanna a un anno. Decisa anche una provvisionale di 5.000 euro in attesa della quantificazione dei danni da stabilire in sede civile.