Tra lui e lei una chiave di troppo. È quella servita, secondo la denuncia della donna, a chiuderla in casa per poi essere violentata. Un'accusa pesante respinta sdegnosamente dall'uomo, un quarantasettenne di Frosinone che ritiene di esser stato lui chiuso nella stanza. A seguito della querela presentata dalla donna, nei confronti dell'uomo è stato aperto un procedimento penale.
Questi si trova sotto inchiesta per tre reati distinti violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni personali.

Sequestrata, picchiata e violentata per tre giorni, dunque. Il tutto sarebbe accaduto nel loro appartamento di Frosinone in tre giorni consecutivi. I due si erano conosciuti e dopo essersi frequentati avevano deciso di convivere, sistemandosi in un appartamento. Una convivenza durata pochi mesi e finita in modo alquanto burrascoso.
Forse la volontà di troncare il rapporto ha fatto degenerare la situazione che, dunque, nel giro di tre giorni è definitivamente precipitata. Lei ha raccontato di essere stata picchiata con un righello, poi trovato spezzato nel corso della perquisizione. Questo sarebbe successo il primo giorno. Quindi l'indomani, ci sarebbe stato il sequestro di persona. Lei ha raccontato di esser stata segregata in casa dal compagno. Chiusa a chiave nell'impossibilità di lasciare l'appartamento e uscire per l'intera giornata. Al ritorno dell'uomo sarebbe seguito un periodo di calma apparente. Ma il terzo giorno, la donna ha denunciato di aver subito una violenza sessuale, costretta a un rapporto intimo contro la sua volontà.

La donna, una volta in grado di riacquistare libertà di movimento ha deciso di chiudere ogni legame con l'uomo, ma soprattutto di denunciarlo. Ha così messo nero su bianco le accuse contro l'ex convivente. Ha fatto cenno all'episodio del righello, al sequestro di persona e alla violenza sessuale. Tre giorni, tre fatti diversi.
Da lì, il sostituto procuratore Barbara Trotta, titolare del fascicolo, ha chiesto una serie di accertamenti che hanno riguardato anche i dispositivi telefonici e informatici.
Da questi gli investigatori contano di trovare elementi importanti per ricostruire i rapporti tra i due conviventi, prima, durante i tre giorni e, eventualmente, anche dopo.

Il quarantasettenne, assistito dall'avvocato Antonio Perlini, dal canto suo si dice fiducioso di poter dimostrare l'estraneità ai fatti contestati. E a riprova di ciò l'uomo ha fatto riferimento a un sms inviato all'ex compagna con il quale le chiedeva conto del fatto di esser stato rinchiuso in casa: «Perché hai fatto questo?», si interrogava l'uomo. Questi, infatti, sostiene che è stata lei a rinchiuderlo in casa e non viceversa. Spetterà ora alle indagini chiarire questo aspetto come anche gli altri elementi d'accusa indicati nella denuncia dalla donna.