Era stato fermato a seguito di un incidente a San Giorgio a Liri nel 2013: un ventenne, risultato poi alla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, aveva investito un minore. Per fortuna il ragazzino, trasportato comunque in ospedale, non aveva riportato gravi conseguenze. A seguito dell'incidente rilevato dai carabinieri, nei confronti del ventenne che perse il controllo dell'auto vennero aperti due procedimenti: uno civile e uno penale. In primo grado, da un punto di vista penale, il giovane è stato condannato a quattro mesi di reclusione e a un'ammenda da 2000 euro.

Ieri, difeso dall'avvocato Angelo Pollino, è stato assolto in appello: una sentenza destinata a fare giurisprudenza.
L'avvocato ha infatti dimostrato grazie a una serie di testimonianze non prese in considerazione dai giudici di primo grado che, vista la collaborazione offerta subito dopo l'incidente, il ventenne fosse nelle sue piene capacità nonostante l'uso di stupefacenti: non è stato ritenuto provato lo stato di alterazione contestato in primo grado.

L'imputato non era, per i giudici di secondo grado, in stato di alterazione, tanto da essere in grado di collaborare subito con gli inquirenti, aiutando lo stesso minore travolto dall'auto. Come ribadito dall'avvocato Pollino, il reato sussiste allorquando l'assunzione di sostanze determina uno stato di alterazione: stato, hanno ribadito i giudici, non riscontrabile nel comportamento del ventenne fermato dopo il sinistro. I giudici d'appello, in pieno accoglimento di questa tesi, a cinque anni dai fatti contestati, hanno assolto con formula piena l'imputato.