Il Gip del Tribunale di Cassino ha convalidato l'arresto eseguito il 14 maggio scorso nei confronti di Paolo Urbano, da parte dei carabinieri della Stazione di Aquino, supportati dall'Aliquota Operativa della Compagnia di Pontecorvo, per "danneggiamento e detenzione abusiva di esplosivi". Il giovane è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari a Cassino. Un episodio di cronaca che ha segnato il territorio quello che ha "risvegliato" la città di Aquino lunedì mattina all'alba. Una deflagrazione che ha distrutto una vettura, danneggiato i veicoli parcheggiati nelle vicinanze e mandato in frantumi i vetri delle attività commerciali e delle abitazioni di via della Libertà. Un gesto sul quale gli inquirenti stanno indagando per cercare di ricostruire in maniera precisa l'iter, dal movente al momento dell'esplosione.

Le immagini dell'auto distrutta e della strada sono ancora vive negli occhi dei residenti. Ieri il ragazzo in presenza del suo avvocato, Renato Ciamarra, ha spiegato la sua posizione. Il giovane vive in uno stato d'animo personale molto delicato e turbato, non avrebbe agito con l'intenzione di creare tanti danni e disagio. Il trentaduenne avrebbe utilizzato un petardo, forse una cipolla. Per il suo legale comunque aver ottenuto il regime dei domiciliari per il suo assistito, quando il pm aveva richiesto la detenzione in carcere, è già un buon risultato. L'avvocato Ciamarra ha dimostrato infatti che non c'è il pericolo di reiterazione e di inquinamento delle prove. Resta comunque la gravità di quanto avvenuto e di quello il giovane ne risponderà nei prossimi mesi. Ora le indagini sono ancora in corso. L'accusa è di danneggiamento aggravato e di detenzione di materiale esplosivo e per questi reati il giovane rischia fino a otto anni. Da una prima ricostruzione, che sembra prendere sempre più corpo, la pista più attendibile sarebbe di tipo sentimentale.