I due medici indagati per la morte del bidello Mario Arduini potrebbero presto essere interrogati. Nei loro confronti è stato recapitato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Il reato contestato è omicidio colposo per negligenza e imperizia. Mario Arduini, 62 anni, originario di Pofi, ma da anni residente a Ferentino, tra il 29 e il 30 marzo del 2017 entrato ed esce per tre volte dall'ospedale Spaziani di Frosinone. Lui è un soggetto cardiopatico e, a stroncarlo, è stato un arresto cardiocircolatorio, come ricostruito dal consulente. Secondo quest'ultimo il tracciato e i biomarcatori risultavano già alterati al momento della dismissione. L'uomo viene una prima volta dimesso con diagnosi di lipotimia.
Nel pomeriggio del 29 si presenta nuovamente in ospedale dove viene sottoposto a una tac cerebrale e a una visita cardiologica che non evidenzia condizioni patologiche di rilievo tale da trattenerlo in osservazione, per cui fu dimesso per la seconda volta. L'uomo però non si sente bene e torna ancora in ospedale. Lì rimane altre cinque ore, poi, intorno ale 12 del 30 marzo, viene dimesso per la terza volta, malgrado un'importante dispnea, rilevata dal consulente del pubblico ministero come pur ei rialzi dei marcatori. Stando a quanto ricostruito dall'accusa pertanto, il bidello sarebbe dovuto rimanere in osservazione per un monitoraggio continuo e pianificare il trattamento antitrombotico e le terapie per scongiurare un attacco cardiaco. Alle 18 del 30 l'ultimo soccorso, quando ormai però per il bidello non c'è più nulla da fare.

A seguito della denuncia presentata dai familiari, viene aperta un'inchiesta. Viene sequestrata la cartella clinica e condotti gli accertamenti, anche con l'ausilio di una consulenza medico legale. I medici che hanno ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, assistiti dall'avvocato Nicola Ottaviani, potrebbero essere sentiti dal pubblico ministero nelle prossime settimane. Hanno anche la possibilità di produrre delle proprie memorie difensive. La famiglia della vittima, invece, si è rivolta all'avvocato Giampiero Vellucci al fine di essere tutelata nell'eventuale procedimento penale nei confronti di medici.
Arduini lavorava come bidello all'Itis don Morosini. La notizia del decesso del bidello aveva destato viva impressione anche nel mondo della scuola. Diverse le manifestazioni di vicinanza alla famiglia da parte di studenti e insegnanti dell'istituto.