«Basta promesse. Vogliamo i fatti». È quanto si leggeva su uno dei cartelli che ieri non sono passati inosservati a chi ha transitato sulla Monti Lepini, all'altezza dell'azienda dell'istituto Angeloni dell'indirizzo Agrario. Solo uno dei tanti su cui i ragazzi, hanno scritto la loro amarezza, i loro disagi, ma soprattutto la loro voglia di non arrendersi e di continuare una battaglia per far tornare il loro indirizzo ad essere una eccellenza.

Quest'anno, complice forse anche l'apertura di una sede distaccata ad Alatri, le iscrizioni sono diminuite del 50 per cento. I ragazzi, insieme ai docenti, sostenuti dalla dirigente scolastica Teresa Orlando, tornano a chiedere il motivo della mancata consegna della loro scuola da parte dell'amministrazione provinciale, dell'attesa durata oltre quattro anni dei nuovi locali. Motivo per il quale fanno teoria nella sede di viale Roma. Più volte sono scesi in strada organizzando cortei, innumerevoli le lettere di protesta. E ieri una nuova forma di protesta.
Niente aule? Ed ecco che le lezioni sono state svolte all'aperto, nell'azienda in via Fabi. Quell'azienda che vorrebbero poter vedere affacciandosi dalla finestra delle aule. E con loro ieri c'erano anche rappresentanti politici di Forza Italia e del Movimento 5 Stelle.

Dalle 8 erano tutti lì studenti e docenti, in attesa anche di un incontro con referenti della Provincia. Sono stati raggiunti in tarda mattinata dal consigliere Germano Caperna e dall'ingegnere Ivan Di Legge.Le lamentele dei ragazzi «Niente aule? Allora facciamo lezione all'aperto. Basta con le promesse. Il nuovo edificio,in via Fabi, in costruzione da oltre cinque anni, è ormai terminato. Mancano le ultime rifiniture, poche migliaia di euro, qualcosa, non si sa bene cosa, è andato storto e così l'edificio è nel degrado».
Un'azienda, quella dell'Agrario, deputata alla salvaguardia della biodiversità e alla conservazione delle specie autoctone; depositari di un frutteto che presenta piante storiche. Si alleva anche una specie di maiale nero casertano che è in via di estinzione.
Il rappresentante di istituto Andrea D'Arpino, ha spiegato le difficoltà che stanno vivendo i ragazzi, costretti a fare lezioni in aule strette, a perdere preziose ore di lezioni di pratica nell'azienda. Pratica che, insieme alla teoria che contribuisce a formare ragazzi che dal mondo universitario al lavoro, ottengono tante soddisfazioni, è fondamentale per il loro percorso.
«Da anni aspettiamo la consegna della scuola -spiega D'Arpino- Tra andata e ritorno, da viale Roma a via Fabi, si perdono circa 40 minuti, che moltiplicati per un anno scolastico, sono ore preziose tolte al diritto allo studio».
A sostenere i ragazzi anche rappresentati politici. La deputata del M5S, Enrica Segneri, si è detta pronta a impegnarsi insieme a tutto il gruppo a risolvere la questione e a farsi da mediatrice. Pronto a presentare una interrogazione il consigliere regionale Loreto Marcelli, presente anche lui ieri alla manifestazione