Donna ricattata:«Se non ti candidi con noi, potresti perdere il lavoro». Ma lei, C. S., 35 anni, non ci sta e denuncia tutto. La campagna elettorale diventa improvvisamente velenosa. Fino a che punto può spingersi l'arroganza di chi ritiene di essere al di sopra di tutto e tutti? Lo valuteranno i carabinieri e la procura della Repubblica, esaminando atti e relazioni, testimonianze e registrazioni collegate a una vicenda che, se accertata, getterà fango sui protagonisti ma anche sull'intera città, che non aveva certamente bisogno dell'ennesimo scandalo legato alla politica.

La storia 
Ieri mattina la giovane mamma di due bambini, in servizio come vigilatrice sugli scuolabus, s'è recata al comando stazione dei carabinieri di Anagni per consegnare una circostanziata querela su fatti di assoluta gravità. La giovane, invitata a candidarsi alle comunali del 10 giugno, sarebbe stata contattata direttamente da un altro partecipante alla sfida elettorale per convincerla a candidarsi nella sua lista. Inizialmente sembrava una semplice proposta, ma poi l'invito ha assunto toni ben diversi.
Al colloquio, che avrebbe svelato la ritorsione «Vinceremo sicuramente e soltanto se ti schieri con noi potrai conservare il posto di lavoro», sono seguiti contatti con altre persone sullo stesso argomento e con gli stessi toni e argomentazioni.

Sebbene distrutta nel morale e in preda a un comprensibile stato d'angoscia, la donna non ha ceduto e, pur preoccupata dei problemi che avrebbe avuto se avesse perso il lavoro, ha deciso di reagire e difendere con i denti se stessa e il futuro dei suoi figli. Ha così telefonato ad alcuni degli artefici delle indebite pressioni i quali, con sfrontatezza, hanno ripetuto via telefono le loro intimidazioni e denigrato gli avversari politici. La donna ha registrato tutto e ha sporto denuncia.
Le registrazioni sono ora al vaglio degli inquirenti e potrebbero rivelarsi determinanti, insieme alle testimonianze, per inchiodare gli autori delle intimidazioni.
È capitato e capita, purtroppo, che per ottenere un voto di preferenza si promettano favori particolari e posti di lavoro; mai successo, però, che si venisse minacciati di licenziamento da persone diverse dal datore di lavoro, in questo caso la ditta che gestisce il trasporto scolastico, e per ragioni elettorali.