Questa volta ha detto basta. Ha trovato la forza di "ribellarsi" ai maltrattamenti da parte del marito. Ha digitato il numero 113 e ha segnalato l'ennesimo episodio alla polizia che è subito intervenuta in soccorso della vittima. Per lui, un quarantasettenne del capoluogo, è scattata la denuncia. La donna ha dovuto far ricorso alle cure dei dottori dell'ospedale "F abrizio Spaziani" di Frosinone. Per lei la prognosi è di dieci giorni, anche se le ferite, quelle che porta dentro, non guariranno così in fretta. Come da protocollo E.V.A. (Esame delle violenze agite), utilizzato per contrastare la violenza, è stata stilata anche la checklist che consente di monitorare le situazioni di "disagio" con l'obiettivo di tenerle costantemente sotto controllo e procedere poi all'arresto nei casi di violenza reiterata.

La ricostruzione
Un'altra triste storia di maltrattamenti in famiglia: lei, la vittima dell'ira furiosa del marito violento. Intervento tempestivo degli agenti della squadra Volante, coordinati dal dottor Flavio Genovesi. Dopo la segnalazione giunta sulla linea di emergenza della Questura, sono subito arrivati a casa della donna. Quest'ultima è riuscita a sfogarsi con i poliziotti e a raccontare il suo incubo. L'uomo è stato, dunque, denunciato. La signora è stata accompagnata al pronto soccorso della struttura ospedaliera del capoluogo per le cure del caso. Come da protocollo E.V.A. (Esame delle violenze agite) è stata stilata anche la checklist. Uno dei dati che purtroppo non accenna a diminuire è quello del silenzio sui maltrattamenti tra le mura domestiche.

Troppo poche le denunce alle forze dell'ordine di madri, mogli, fidanzate, compagne, ex, vittime di chi dice di amarle ma che invece le colpisce, le ferisce. La polizia di Stato, da sempre impegnata in campagne di sensibilizzazione – "Questo non è amore" invita le donne vittime di violenza sia fisica che psicologica, a denunciare. Stesso invito anche delle associazioni, degli enti che ogni giorno sono impegnati a svolgere un compito non facile: aiutare chi subisce violenza. Tra queste l'associazione il Telefono Rosa. A Frosinone ha sede a Ceccano.

Da circa due anni a questa parte, tra telefonate e ingressi, siamo arrivati alle 650 richieste. Molte inviate al numero 1522.
Un piccolo aumento dal 2016 al 2017 c'è stato. Dall'inizio del nuovo anno ad oggi il telefono Rosa di Frosinone ha accolto circa trenta persone arrivate in sede e cinquanta telefonate. Nella nostra provincia molto si sta facendo contro questo fenomeno. È stata creata una rete antiviolenza con un osservatorio a cui, oltre alle associazioni del settore, fanno parte le istituzioni come la Prefettura e la Provincia, le procure di Frosinone e Cassino, le forze dell'ordine, l'Asl, l'Università di Cassino e del Lazio meridionale, i distretti e i sindacati. Ma, purtroppo, il fenomeno non accenna a diminuire. E, come ripetono a gran voce tutti gli enti preposti, non bisogna aver paura di denunciare.